Vinitaly: Cia a Hansen, l’Europa vari misure straordinarie come in pandemia o l’agricoltura crolla
Il presidente Fini incontra il commissario Ue: “Urgente un piano su fertilizzanti, energia, liquidità e autonomia produttiva per far fronte agli effetti della crisi in Medio Oriente”
Dalla crisi in Medio Oriente sta arrivando un conto pesantissimo per l’agricoltura italiana ed europea. Energia alle stelle, fertilizzanti fuori controllo, costi di produzione in impennata: l’emergenza è già dentro le aziende agricole e si sta trasferendo lungo tutta la filiera, fino ai consumatori. Per questo non c’è più tempo da perdere: servono decisioni rapide, forti e fuori dall’ordinario. Come durante il Covid. È questo il messaggio ribadito dal presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, nel faccia a faccia con il commissario Ue all’Agricoltura, Christophe Hansen, che si è tenuto oggi al Vinitaly all’interno dello stand confederale.
“Le situazioni eccezionali richiedono misure eccezionali. È in gioco la sicurezza alimentare europea -ha detto Fini-. Gli effetti sul settore persisteranno per mesi, anche in caso di una rapida de-escalation”. Ecco perché il presidente di Cia ha chiesto al commissario Hansen di farsi portavoce in Ue della necessità di interventi straordinari immediati a livello comunitario, indicando le priorità della Confederazione per salvaguardare l’agricoltura.
FERTILIZZANTI, IL NODO PIU’ URGENTE – Il primo fronte è quello dei fertilizzanti, dove l’esplosione dei prezzi rischia di compromettere già la campagna produttiva in corso. Per Cia, dall’Europa serve: un sostegno diretto agli agricoltori sugli acquisti già nel 2026, la sospensione dei dazi sulle importazioni e un’azione chiara sul CBAM, che oggi rischia di trasformarsi in un costo aggiuntivo insostenibile. Serve anche trasparenza, con un monitoraggio europeo dei prezzi per fermare le speculazioni.
ENERGIA, SENZA INTERVENTI SALTA LA TENUTA DEL SISTEMA – Sul fronte energetico la richiesta è altrettanto netta: l’Europa deve muoversi con strumenti straordinari, anche superando temporaneamente i vincoli del Patto di stabilità per sostenere il settore. Servono acquisti comuni di energia per contenere i prezzi e, soprattutto, va garantita la priorità all’agricoltura: la produzione alimentare deve essere esclusa da qualsiasi ipotesi di razionamento.
LIQUIDITA’ PER LA TUTELA DELLE IMPRESE – Con costi in aumento e margini sempre più compressi, il rischio è la paralisi delle aziende agricole. Per questo, secondo Cia, occorre un piano europeo sulla liquidità, sul modello delle misure messe in campo durante la pandemia, per garantire continuità produttiva e salvaguardare il tessuto imprenditoriale.
MENO DIPENDENZA DA IMPORT, PIU’ AUTONOMIA UE – La crisi in Medio Oriente sta rendendo di nuovo evidente una fragilità strutturale: la dipendenza dell’Europa da energia e input importati. Da qui, la richiesta di accelerare sulla produzione interna di fertilizzanti e di sbloccare soluzioni alternative come il digestato, oggi frenato da vincoli normativi.
INVESTIMENTI PER LA RESILIENZA DELLA FILIERA – Nel medio periodo, per Cia la strada è quella di rafforzare la resilienza del sistema agricolo europeo: più rinnovabili in azienda, procedure autorizzative più snelle e strumenti comuni, come riserve strategiche di fertilizzanti, per affrontare future crisi senza farsi trovare impreparati.
NUOVA PAC, L’EUROPA NON PUO’ TAGLIARE RISORSE – In un contesto di crescente instabilità globale, l’agricoltura rappresenta un asset strategico. Per questo, secondo Cia, la Pac deve continuare a essere adeguatamente finanziata anche oltre il 2027, escludendo ogni ipotesi di taglio. In caso contrario, l’Unione diventerebbe più vulnerabile a nuove dipendenze e a speculazioni internazionali.
“Senza un intervento coordinato dell’Unione europea -ha ribadito Fini a Hansen- il rischio concreto è una riduzione della capacità produttiva e una nuova fiammata dei prezzi sugli scaffali. L’Europa deve decidere se proteggere davvero la sua agricoltura, investendo seriamente sulla sicurezza alimentare come fanno le altre grandi potenze, o lasciarla esposta agli shock globali”.
IL CAPITOLO VINO – Nell’incontro con il commissario Ue, spazio anche al settore vitivinicolo, protagonista al Vinitaly. Per Cia, è essenziale garantire un’attuazione rapida ed efficace del Pacchetto Vino, con tempi certi e modalità condivise. Prioritaria è la semplificazione prevista, dalle nuove regole sui reimpianti alla maggiore flessibilità nella distillazione, fino a un sistema di etichettatura più chiaro per i consumatori. Occorre, inoltre, assicurare coerenza tra le modifiche introdotte, a partire dall’OCM, e la futura Pac, per evitare disallineamenti normativi. In un mercato sempre più diversificato, serve una nomenclatura chiara per i vini a bassa gradazione alcolica naturale, così da distinguerli da quelli ottenuti tramite dealcolazione. Sul fronte della promozione, sono necessarie campagne dedicate per aprire nuovi mercati e un sostegno strutturale all’enoturismo, che contribuisce allo sviluppo delle aree rurali. Infine, i dazi restano una sfida: il settore subisce ancora gli effetti di quelli Usa, rendendo fondamentale proteggere il vino Made in Italy, il cui export ha superato i 7,7 miliardi di euro nel 2025.
“L’Europa non può più aspettare”, ha concluso il presidente di Cia, lanciando un appello al commissario Ue, “servono azioni eccezionali per salvare cibo, aziende e territori”.