dal Territorio
Vendemmia: Cia Basilicata, previsti 83 mila ettolitri. Produzione in calo
04 Settembre 2020

Quantità inferiore del 5% rispetto al 2019, ma resta problema manodopera

In Basilicata la vendemmia 2020 produrrà 83 mila ettolitri di vino e occorre supportare le aziende nel reperire manodopera. A dirlo è Cia Basilicata richiamando le previsioni Assoenologi, Ismea e Unione Italiana Vini e il recente appello di Cia nazionale perché si introducano strumenti agili per l'assunzione di stagionali e si proroghino i permessi di soggiorno.

Quanto alla campagna, sottolinea Cia Basilicata, si tratta di una quantità inferiore del 5% rispetto alla vendemmia 2019 quando la produzione si è attestata intorno agli 87 mila ettolitri. Sono le previsioni -riferisce Cia Basilicata- di Assoenologi, Ismea e Unione Italiana Vini. Il clima si è rivelato quest’anno molto favorevole, con temperature senza picchi eccessivi, che avrebbero minato l’attività fotosintetica della pianta, e con una buona escursione termica tra giorno e notte in tutta la regione. Le piogge sono state sempre abbondanti e ben distribuite su tutto il periodo stagionale, così da permettere un corretto assorbimento da parte della pianta e, nel contempo, poter intervenire con trattamenti fitosanitari a cadenza regolare. L’unica anomalia che si registra riguarda una perturbazione accompagnata da grandine che ha investito la zona bassa del Vulture provocando danni di media importanza. Tale evento è rimasto però isolato e la produzione non ha subito conseguenze, lasciando proseguire l’evolvere delle viti ottimamente. Infatti la previsione sulla qualità è di alte aspettative, mentre si pensa a una leggera diminuzione sulla quantità rispetto al 2019.

L’annata 2020 si presenta con uve di ottima qualità, sostenute da un andamento climatico sostanzialmente positivo, che prefigurano interessanti aspettative per i vini provenienti da questa vendemmia. L’incertezza meteorologica legata anche ai cambiamenti climatici genera comunque apprensione e grande incertezze sulla tenuta qualitativa delle uve. Dal punto di vista produttivo si stima una quantità in linea con quella dello scorso anno, quindi leggermente inferiore alla media storica. Se infatti al Nord si prevede di stare nella media produttiva, al Centro-Sud alcuni fenomeni di stress climatico, seppur localizzati, possono causare un calo quantitativo. Dopo il ripristino delle riserve idriche dei suoli nella maggior parte dell’areale italiano per effetto di novembre e dicembre 2019 con piovosità generalmente abbondante, i mesi di gennaio e febbraio sono risultati molto miti e con precipitazioni scarse.

Marzo ha invece goduto di una piovosità in genere abbondante e accompagnata da temperature nella norma, eccezion fatta per il brusco calo delle temperature registrato a partire dal 24 marzo a seguito di un’irruzione di aria polare continentale da Est, che ha prodotto locali danni da gelo anche sulla vite. Temperature miti e piovosità scarsa hanno caratterizzato aprile e maggio, mentre giugno ha presentato temperature lievemente inferiori alla norma con piovosità abbondante. Tali condizioni si sono mantenute anche a luglio al Nord per effetto del prevalere di un regime circolatorio atlantico, mentre scarsa è stata la piovosità al Centro-Sud. Agosto ha infine presentato temperature lievemente superiori alla norma nei massimi e nella norma nei minimi, cui si è accompagnata una piovosità generalmente scarsa, salvo eccezioni a carattere locale su Lombardia CentroOrientale, Piemonte Sud-Occidentale, Marche, Salento, Basilicata e Calabria. Dal punto di vista fitosanitario i vigneti si presentano sani anche se le precipitazioni degli ultimi giorni impongono un continuo monitoraggio da parte dei tecnici per valutare l’accrescimento dei grappoli e lo stato di sanità delle uve. Ad oggi (3 settembre) è stato raccolto circa il 20% dell’uva. Ovunque si denota un certo anticipo del ciclo vegetativo, per cui si prospetta una raccolta delle uve leggermente anticipata, e infatti è già in atto quella delle basi spumante con specifiche legate alle diverse zone.

 


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