12 Giugno 2003 | News

Siccità: alle stelle i prezzi di frutta e ortaggi. Dimezzate molte produzioni agricole

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Crescono del 20 per cento i consumi di energia elettrica da parte delle aziende agricole per far funzionare le strutture irrigue. In calo la produzione di latte. Se non intervengono novità, i danni per l'agricoltura e la zootecnia potrebbero superare i due miliardi di euro.La siccità fa sentire i suoi primi deleteri effetti. Speculazioni e rincari artificiosi stanno caratterizzando i mercati al dettaglio di frutta fresca, ortaggi e verdure. Negli ultimi giorni si sono registrati aumenti che vanno dal 5 al 35 per cento. Contemporaneamente, le aziende agricole hanno visto aumentare del 20 per cento i consumi di energia elettrica per far fronte alla carenza di acqua con l'utilizzo di strutture irrigue; mentre molte produzioni, proprio a causa della mancanza di un'adeguata irrigazione (in molte zone del Nord non piove da più di due mesi), si sono praticamente dimezzate. A rilevarlo è la Confederazione italiana agricoltori che sottolinea la gravità della situazione agricola che rischia di divenire drammatica se non ci saranno immediati interventi.La Cia evidenzia che ancora una volta, in presenza di un'emergenza, si verifica la solita rincorsa dei prezzi. Aumenti in molti casi ingiustificati, ma che puntualmente danneggiano i consumatori e gli stessi produttori agricoli che, pur in difficoltà, hanno mantenuto i prezzi pressoché stabili. Rincari si sono verificati un po' per tutti i generi ortofrutticoli: dalle albicocche (che sono cresciute del 33,3 per cento) alle ciliegie (più 11,1 per cento), alle pesche (10,6 per cento), dalle melanzane (più 5,5) ai peperoni (9,6 per cento), alle zucchine (9,4 per cento).Purtroppo, secondo la Cia, c'è il rischio che anche in questa occasione sul fronte dei prezzi si faccia soltanto confusione. Ed è per questo motivo necessaria la massima chiarezza e trasparenza. Gli Osservatori preposti debbono funzionare realmente e segnalare tempestivamente speculazioni e aumenti artificiosi dei prezzi non solo dell'ortofrutta, ma di tutti i prodotti. Dobbiamo evitare balletti delle cifre, con inopportuni e stucchevoli scaricabarili tra le categorie interessate. C'è l'esigenza di serietà soprattutto nei confronti dei consumatori.Anche sul fronte della produzione le cose non vanno certo meglio. Anzi. La Cia segnala, infatti, pesanti tagli alle produzione di frutta, in particolare albicocche (tra il 35 e il 45 per cento), ciliegie (dal 15 al 20 per cento), pesche (dal 10 al 15 per cento). A rischio, oltretutto, è anche la prossima vendemmia (molti vigneti registrano gli effetti della carenza idrica). Cali produttivi si hanno, al momento, anche per il mais (20 per cento), per le barbabietole (più del 15 per cento), per il grano duro (intorno al 10 per cento). Sono flessioni produttive che stanno caratterizzando un po' tutte le regioni, dal Nord al Centro e al Sud del Paese.Le temperature torride di questi giorni, oltre a rischiare di compromettere i raccolti, hanno già ridotto -evidenzia la Cia- di oltre il 10 per cento anche la produzione di latte in Lombardia. Riduzioni che, comunque, si registrano in molte province del Nord, in particolare, della Pianura Padana.Una situazione che rischia di provocare danni ingenti. Secondo i primi calcoli della Cia, si paventa una perdita che potrebbe superare i due miliardi di euro, determinando così anche per il 2003 una nuova annata fortemente negativa (nel 2002 gli agricoltori hanno registrato perdite per 4 miliardi di euro proprio a causa delle avversità atmosferiche), che inevitabilmente avrà riflessi pesanti per la competitività delle imprese.

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