Rosa Giovanna Castagna è la nuova presidente di Donne in Campo-Cia
Eletta dall’Assemblea a Roma: “Più spazio e strumenti alle imprenditrici agricole per sostenere aree interne e futuro del settore”
Rosa Giovanna Castagna è la nuova presidente nazionale di Donne in Campo, l’associazione al femminile di Cia-Agricoltori Italiani. Imprenditrice siciliana, di Tusa, 52 anni, è stata proclamata oggi dalla VII Assemblea elettiva, riunita a Roma presso l’Auditorium Giuseppe Avolio.
Castagna, laureata in Lettere Moderne, è titolare di un allevamento biologico estensivo, tra i Monti Nebrodi e le Madonie, e gestisce con la famiglia un agriturismo vista mare ricavato da un casale del Settecento. Già presidente di Pescagri dal 2021 e, precedentemente, presidente di Cia Sicilia dal 2014 al 2022, ora sarà alla guida di Donne in Campo per i prossimi quattro anni, succedendo a Pina Terenzi.
“Ringrazio tutte per la fiducia e per questo incarico che accolgo con grande orgoglio e senso di responsabilità -ha dichiarato Castagna-. Assumere la guida di Donne in Campo durante l’Anno Internazionale della Donna Agricoltrice, proclamato dalla Fao per il 2026, rende questo impegno ancora più significativo: è un riconoscimento che richiama con forza il ruolo essenziale delle donne nel sistema agricolo e la necessità di rimetterlo al centro dell’agenda politica”.
“Viviamo un tempo complesso, segnato da tensioni internazionali che incidono direttamente sulle nostre aziende -ha continuato la neo presidente-. Proprio per questo, è necessario avere una visione chiara: il contributo delle donne in agricoltura va valorizzato pienamente, perché è una leva fondamentale per il futuro dei territori”.
“È nelle aree interne, soprattutto, che le agricoltrici fanno la differenza, garantendo presidio, multifunzionalità e coesione sociale -ha ribadito Castagna-. Non possiamo accettare che questi territori siano destinati alla marginalità, chi vive lì non è un cittadino di serie B. Ecco perché è fondamentale rafforzare le condizioni che rendono possibile fare impresa: accesso alla terra, strumenti efficaci per il credito, servizi adeguati con lo stop allo smantellamento delle strutture socio-sanitarie, politiche per la maternità e la cura, sostegno alla formazione e allo sviluppo. Senza queste condizioni, restare nelle aree più fragili diventa sempre più difficile”.
Allo stesso tempo, ha aggiunto la nuova presidente di Donne in Campo, “serve alzare con forza il livello di attenzione sulle imprenditrici agricole”, circa 200mila solo in Italia, un’azienda su 4 in Europa. “Oggi le misure dedicate sono quasi del tutto scomparse dalle voci di finanziamento. È necessario invertire questa tendenza e arrivare alla prossima Pac con strumenti vincolanti e mirati, che riconoscano pienamente la dimensione di genere”.
Come associazione “vogliamo lavorare in modo sempre più aperto e trasversale, costruendo alleanze e mettendo al centro il ruolo primario dell’agricoltura. Il protagonismo delle donne non è una rivendicazione, ma una realtà concreta, fatta di lavoro e competenze -ha concluso Castagna-. Le sfide sono impegnative, ma insieme possiamo affrontarle con determinazione, rafforzando la nostra voce e continuando a portare le nostre istanze dove si decide”.
Dall’Assemblea, tutta focalizzata sul 2026 – anno in cui ricorrono l’80° anniversario del primo voto delle donne in Italia e l’istituzione dell’International Year of Woman Farmer – è arrivato anche il saluto commosso della presidente uscente, Pina Terenzi. “È stato un onore rappresentare Donne in Campo in questi otto anni -ha detto-. Lascio un’associazione viva, dinamica, cresciuta nella partecipazione e nella capacità di incidere, grazie all’impegno di tutte le donne che ne fanno parte. A loro va il mio grazie più sincero, con la certezza che continueranno a portare avanti questo importante cammino”.
I lavori sono stati chiusi dal presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini. “Alla nuova presidente e a tutta Donne in Campo vanno i miei complimenti e gli auguri di buon lavoro -ha sottolineato-. Il contributo delle donne è fondamentale per l’agricoltura italiana, sotto il profilo economico, sociale e ambientale. Rafforzarne il ruolo significa rafforzare il futuro del settore e dei territori: è una priorità su cui dobbiamo continuare a investire con convinzione”.