07 Settembre 2026

Anp-Cia Padova: rette Rsa sempre più pesanti. Serve una riforma strutturale

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Il presidente Miatello: “In tutta la provincia migliaia di anziani in attesa di entrare nelle strutture. Quote mensili non sostenibili. Ci attendiamo risposte dalle istituzioni”

Oggi per pagare le rette delle Rsa, non sono pochi i figli che si ritrovano costretti a mettere in vendita la casa di proprietà dei genitori. A dirlo è oggi Anp-Cia Padova che lancia l'appello: "Questa è un’urgenza sociale, ci attendiamo risposte concrete da parte della Regione e delle altre istituzioni competenti".

A causa dei rincari dell’energia e delle utenze in generale, dal prossimo autunno sono previsti ulteriori aumenti, nell’ordine di 4-5 euro al giorno, su costi che già oggi superano i 2.000 euro al mese. In un anno, Anp Cia Padova stima una spesa aggiuntiva fino a 1.800 euro.

"Nell’attuale congiuntura si pongono due diversi problemi –precisa il presidente dell’associazione, Carlo Miatello–. In primo luogo, in tutta la provincia vi sono migliaia di anziani in attesa di entrare nelle strutture di accoglienza. In seconda battuta, la quota mensile non è sostenibile per la maggioranza degli ospiti. Non bastano, infatti, la pensione e l’eventuale assegno di accompagnamento".

Quando le risorse familiari non sono sufficienti, il peso ricade quindi sui parenti, fino ad arrivare, nei casi più estremi, alla vendita dell’immobile. Se anche questo non è possibile, sono i comuni a dover compartecipare alla spesa, con pesanti ricadute sui bilanci pubblici.

"Serve una riforma strutturale delle Rsa, ferma da più di vent’anni –osserva Miatello–, anche per garantire uniformità nelle valutazioni, negli accessi alle strutture e nelle rette. Non solo. Sono necessari investimenti nella specializzazione del personale e un aumento del contributo per i non autosufficienti ricoverati. Occorrono inoltre risorse 'continuative', e non spot, per i familiari che assistono persone con disabilità grave, come previsto dalla legge 33/2023 (Legge delega per la riforma organica delle politiche in favore delle persone anziane, in particolare quelle non autosufficienti). E ancora, serve una cura domiciliare adeguata: se le condizioni lo permettono, la persona disabile sta meglio a casa, dove ha sempre vissuto, con le proprie sicurezze".

L’invito è a non lasciare sole le famiglie che si prendono cura delle persone fragili: "Si tratta anzitutto di una questione di dignità". Un dato su tutti impone una riflessione: in provincia di Padova, il 25% dei pensionati percepisce una pensione fino a 750 euro al mese. "Dopo aver lavorato una vita per le comunità, questi sono i numeri. Fra le categorie maggiormente in difficoltà, quella degli agricoltori. Continueremo la nostra battaglia -conclude- nelle sedi opportune a favore dell’aumento delle pensioni minime".