23 Gennaio 2026

Pomodoro da industria: Cia Emilia Romagna, trattative e accordo in alto mare

#ortofrutta #prezzi
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L'appello del presidente Francia: "Si arrivi a una risoluzione in tempi rapidi per consentire la giusta programmazione dei trapianti nelle campagne"

L’accordo sul prezzo del pomodoro da industria per la campagna 2026 sembra essere ancora lontano: mentre sono iniziate le trattative tra l’industria di trasformazione e le Organizzazioni dei produttori, infatti, le distanze sembrano abissali.

“Ad oggi la proposta della parte industriale è inferiore del 30% rispetto a quello del 2025 -osserva Stefano Francia, presidente di Cia-Agricoltori Italiani dell’Emilia Romagna-, mentre in Spagna, storica nazione produttrice, è stato appena chiuso l’accordo con un aumento del 5%”. Nell’incontro del 22 gennaio scorso le parti non hanno ancora trovato una sintesi ma le aspettative sono di raggiungere e superare il prezzo stabilito lo scorso anno.

“Con inflazione e costi di produzione in aumento -incalza Francia- non possiamo attestarci al di sotto di importi che già verranno erosi dalla attuale situazione economica, con l’aggravante che le rese potrebbero essere inferiori a causa dei cambiamenti climatici che mettono a dura prova i produttori. Il settore ha tanto da dare e non è corretto che la marginalità non venga riconosciuta solo alla parte industriale, ma deve andare anche agli agricoltori che producono pomodoro salubre. Nessun altro Paese, inoltre, offre la qualità dell’Italia che è il secondo produttore al mondo, dopo la California, in termini di volumi”. L’auspicio di Cia è di giungere al più presto ad una risoluzione della trattativa e chiudere con un prezzo equo “soprattutto in tempi rapidi -conclude Francia- in modo tale da poter consentire i trapianti con una giusta programmazione nelle campagne e dare certezze della stabilità all’economia aziendale”.