Peste suina: Cia Toscana, contrasto più efficace a cinghiali e subito fondo per allevatori colpiti
"Condivisione di Cia Toscana con le misure annunciate oggi dal presidente Giani, a partire dalla chiusura delle grandi arterie ai cinghiali, principali vettori di trasmissione della peste suina africana". Così Valentino Berni, presidente Cia-agricoltori italiani Toscana, al termine dell'incontro stampa a Palazzo Strozzi Sacrati con il presidente della Regione Eugenio Giani e il commissario straordinario per l'emergenza Psa in Toscana Giorgio Briganti.
"Cia Toscana è pronta a fare la propria parte per contribuire concretamente al superamento dell'emergenza -sottolinea Berni-. Confermiamo il nostro impegno al fianco degli allevatori, attraverso incontri e attività di supporto per rafforzare le misure di biosicurezza e promuovere comportamenti corretti da parte di operatori e cittadini".
"È necessario però contrastare la diffusione del virus anche nelle aree Centro-Sud della Toscana, in particolare nelle province di Siena, Arezzo e Grosseto, dove si concentra una parte importante degli allevamenti, compresi quelli con razze di pregio che rappresentano un valore aggiunto per le aziende e per il comparto zootecnico regionale -prosegue Berni-. Serve un'azione più efficace di depopolamento dei cinghiali, a partire dalla fascia compresa tra la A11 e la Fi-Pi-Li, aumentando l'efficacia della caccia e ricorrendo anche ad azioni mirate come le trappole".
"Accanto alle misure di contrasto alla diffusione della Psa è fondamentale istituire un fondo integrativo regionale dedicato ai danni indiretti, che consenta agli allevatori di riprendere le attività e affrontare le conseguenze economiche dell'emergenza -conclude Berni-. Il sostegno deve coprire il mancato reddito aziendale, i maggiori costi di produzione legati al prolungato vuoto sanitario e il deprezzamento commerciale dei capi".