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PescAgri-Cia, acquacoltura e pesca artigianale patrimonio da salvare
27 Settembre 2022

Roadmap di eventi sul territorio nazionale, a partire dalla tre giorni a Forio D’Ischia

Il settore agroittico è strategicamente rilevante per il settore primario -l’Italia è al terzo posto in Europa per l’acquacoltura e al secondo per la pesca- con una funzione culturale e sociale, espressa dalla sana gestione di ambiente e territorio, sia nelle parti costiere che in quelle lagunari della Penisola”. Così il presidente Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, alla presentazione di "PescAgri che vogliamo!”, roadmap organizzata da PescAgri, l’associazione dei pescatori Italiani, promossa da Cia-Agricoltori Italiani per la tutela, lo sviluppo e la valorizzazione dell'acquacoltura e della pesca artigianale.

Durante l’incontro è stata presentata una roadmap di eventi che coinvolgeranno il territorio nazionale per promuovere il settore e raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati nei Programmi Triennali della Pesca e dell’Acquacoltura 2022-2024. Il primo evento a Forio D’Ischia (dal 30 settembre al 2 ottobre), una tre giorni di convegnistica ed eventi dedicati al rapporto fra l’enogastronomia delle aree interne della Campania e le sue isole, oltre al focus sulla tracciabilità come strumento indispensabile per le produzioni sostenibili.

Fini ricorda come il settore abbia particolarmente sofferto per i rincari energetici e l’incremento dei costi di produzione, proprio mentre il comparto ittico stava cercando di risollevarsi dal forte calo della domanda di fresco, con la chiusura di tutte le attività HoReCa durante la pandemia. Secondo il presidente di Cia, è ora necessario fare investimenti e produrre di più e meglio con le risorse del Feampa, il fondo strutturale attraverso il quale l’Ue sostiene il settore della pesca e dell'acquacoltura. Sarà, poi, essenziale garantire la sostenibilità economica agli allevatori e pescatori nelle loro attività imprenditoriali, che devono essere sempre guidate dai principi dell’uso responsabile delle risorse ambientali.

Con le sue molteplici attività (corsi di formazione, eventi promozionali e seminari dedicati a professionisti del settore), “PescAgri che vogliamo!” si pone come obiettivo il rilancio del comparto, frenato in questi anni da troppi ostacoli amministrativi e difficoltà burocratiche. Attraverso questo progetto, l’associazione guarda, dunque, alla crescita economica della pesca italiana attraverso una progressiva semplificazione dell’apparato normativo e delle regole vigenti e grazie a una maggiore digitalizzazione.

Nel suo intervento, il presidente di Cia Campania, Raffaele Amore, ha messo l’accento sulla valorizzazione dei prodotti ittici, insostituibili all’interno della nostra Dieta Mediterranea, che porta benefici al consumatore, alla nostra biodiversità e ai piccoli produttori

Il presidente nazionale Fini ha, infine, sottolineato l’importanza di iniziative come questa per sviluppare le potenzialità delle imprese agroittiche, che per essere competitive devono integrarsi sempre più nei circuiti del sistema agroalimentare. Per questo scopo, PescAgri intende intensificare il dialogo con le istituzioni nazionali e con quelle europee, indirizzando la produzione verso destinazioni coerenti con il fabbisogno alimentare, con azioni concrete mirate ad aiutare -in particolar modo- lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile del settore.


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