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Pac: Cia, prossima legislatura tenga conto del lavoro Comagri Ue su riforma
03 Aprile 2019

Passi avanti ma ancora lontani da risultato. Bene premier Conte su "no" a taglio fondi

Cia-Agricoltori Italiani, sebbene soddisfatta per gli esiti del voto della Commissione Agricoltura del Parlamento Ue sulla riforma della Pac, con il via libera ai Regolamenti sull’OCM Unica e sui Piani Strategici, sottolinea che sarebbe stato necessario arrivare alla discussione in Plenaria per lasciare una solida eredità al prossimo Parlamento e ridurre il più possibile i tempi della riforma. L’attuale Pac, infatti, è sempre meno adeguata a rispondere alle sfide del presente sia sul piano della competitività del settore, sia rispetto alle problematiche agro-climatico-ambientali. La discussione sulla riforma, ferma in Comagri, comporta il fatto che il settore primario dovrà continuare a fare riferimento a un politica disegnata ormai 10 anni fa, criticata tra l’altro da chi oggi rallenta il cambiamento.

Cia-Agricoltori Italiani ritiene che l’impianto della nuova Pac, così come proposto dalla Commissione, sia una buona base legislativa, anche se sono necessari alcuni miglioramenti. Le proposte di emendamenti votate dalla Comagri del Parlamento Ue in parte correggono certi aspetti, a partire dalla possibilità di garantire una politica davvero europea, lasciando comunque flessibilità agli Stati membri. Altri emendamenti, invece, andranno sicuramente rivisti e migliorati nelle successive fasi di negoziato, in particolare per evitare eccessive restrizioni per gli agricoltori e garantire risorse adeguate non solo per i pagamenti base, ma anche per le politiche di mercato. L’auspicio, quindi, è che la prossima legislatura tenga conto del lavoro fatto finora e si adoperi per approvare al più presto una riforma coerente alle esigenze degli agricoltori.

Resta valida la necessità di disegnare una nuova Pac per gli agricoltori -sottolinea il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino- con una visione strategica che sappia unire produttività, competitività e sussidiarietà dell’agricoltura, soprattutto tramite l’innovazione, il legame con i territori, l’approccio di filiera. Ci auguriamo che tutti questi aspetti non siano mortificati dalla prospettata riduzione del budget per il periodo 2021-2027. A questo proposito, è positivo che nell’incontro di ieri tra il premier Giuseppe Conte e il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, le risorse per l’agricoltura siano stati tema di dibattito. Ribadendo la contrarietà dell’Italia al taglio dei fondi per la Pac, il presidente del Consiglio ha riconosciuto il ruolo strategico del settore per lo sviluppo del nostro Paese”.


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