22 Luglio 2026

Pac post 2027: la ricetta di Cia Veneto per salvare l’agricoltura e valorizzare il territorio

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Il riconoscimento di un ruolo strategico dell’agricoltura, anche in funzione della tutela del paesaggio, e la prevenzione del dissesto idrogeologico. Oltre ad una nuova vitalità per le comunità locali. Si tratta delle proposte di Cia-Agricoltori Italiani Veneto in relazione alla Pac 2028-2034, in fase di discussione proprio in questi mesi al Parlamento europeo.

“L’obiettivo -chiarisce la stessa Cia Veneto- è salvaguardare il settore agricolo regionale: 67.000 imprese, per un fatturato medio annuo di 8 miliardi di euro”. Un concetto, questo, ripreso pure durante un incontro ad hoc che si è tenuto nei giorni scorsi all’Hotel Crowne Plaza di Padova, presente l’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond. Intendiamo dare il nostro fattivo contributo, mediante le nostre associazioni, nell’ambito della consultazione del tavolo di partenariato con la Regione Veneto -sottolinea il presidente di Cia Veneto, Giorgio Puppin- Quest’ultima, peraltro, ha già fatto sapere che terrà conto delle istanze provenienti dal mondo agricolo”. “Solo facendo squadra saremo in grado di centrare il risultato. Ovvero, una sostenibilità economica delle nostre aziende agricole che, a cascata, valorizzi il territorio veneto”.

Il nodo ruota attorno alla futura Politica agricola comune, che per la prima volta nella storia potrebbe perdere la propria indipendenza politica, finanziaria e normativa. “Sarebbe un errore strategico; gli agricoltori non possono garantire cibo, sostenibilità ambientale e presìdio dei territori se si continuano a tagliare i finanziamenti a loro disposizione”. Secondo Cia Veneto è necessario costruire un bilancio UE adeguato, autonomo e vincolato all’agricoltura. In un Fondo unico flessibile e multisettoriale (la prima ipotesi formulata dall’Ue) le risorse destinate al primario rischierebbero di venire ridimensionate o riassegnate ad altre priorità.

“Oggi l’Europa deve scegliere se considerare l’agricoltura un settore di primordine oppure una voce residuale di bilancio. Senza una Pac forte e davvero comune, aumenteranno le disparità tra gli Stati membri, si indebolirà il mercato unico e si metterà in pericolo la competitività delle nostre aziende”. Cia chiede che gli aiuti siano destinati prioritariamente a chi produce e vive realmente di agricoltura, evitando rendite passive e valorizzando il lavoro delle imprese e non il mero possesso di terra. Allo stesso tempo, “esprime forte contrarietà all’ipotesi di escludere automaticamente dai pagamenti diretti gli agricoltori in età pensionabile a partire dal 2032”. Capitolo ricambio generazionale. “I giovani devono poter accedere più facilmente al settore e disporre delle condizioni necessarie per avviare e consolidare la propria attività, favorendo al tempo stesso il passaggio tra generazioni. Infine, Cia auspica che il comparto acceda pienamente alle opportunità offerte dal Fondo europeo per la competitività. “Non è accettabile che l’agricoltura resti ai margini dei grandi strumenti Ue per ricerca, innovazione e sviluppo. Le filiere agroalimentari competano ad armi pari con gli altri settori”, conclude Puppin.