dal Territorio
Il Paese che vogliamo: manifesto Cia Calabria per le amministrative
09 Maggio 2019

In vista del voto, rilanciato progetto manutenzione infrastrutturale degli Agricoltori Italiani

prossimo 26 maggio i cittadini calabresi saranno chiamati a rinnovare le amministrazioni di 137 comuni, di cui 5 aventi popolazione superiore ai 15.000 abitanti. Un appuntamento importante per il futuro delle imprese e dei cittadini, in particolare quelli ubicati nelle aree interne e nei piccoli comuni, e che cade in una fase storica caratterizzata da estrema fragilità della tenuta socio-economica e infrastrutturale dei territori.

Sulla base di tali premesse, in vista dell’approssimarsi della prossima tornata elettorale, Cia-Agricoltori italiani Calabria chiede alle forze politiche un impegno concreto per la definizione di un progetto di manutenzione infrastrutturale del territorio al cui interno l’agricoltura, in sinergia con le altre risorse socio-economiche dei territori, dovrà svolgere un ruolo da protagonista.

Tale progetto, per la cui attuazione e valorizzazione i Comuni e tutti gli altri Enti locali rappresentano riferimenti strategici e sono chiamati a svolgere una funzione centrale, dovrà essere ispirato da una serie di azioni e priorità.

  • Interventi di manutenzione infrastrutturale da concretizzarsi su due fronti paralleli: l’immediata messa in sicurezza dei territori e un’attenta programmazione per il futuro, in particolare nelle aree interne e rurali. Gli imprenditori agricoli, nell’ambito della multifunzionalità, potranno svolgere servizi di manutenzione territoriale in sinergia con gli altri settori caratterizzanti il sistema economico locale e in convenzione con Istituzioni, Amministrazioni locali, Enti Parco, Gruppi di Azione Locale, Consorzi di Bonifica, Camere di Commercio. Gli interventi dovranno riguardare anche le infrastrutture tecnologiche e dell’informazione, a partire dalla diffusione di Internet e banda larga nelle aree marginali del Paese; mentre, nelle città, bisognerà sviluppare, con il coinvolgimento dell’agricoltura, nuove visioni urbanistiche e architettoniche fondate sui principi delle infrastrutture verdi, sulla bioedilizia, sulle diverse funzioni del verde urbano.
  • Politiche orientate al governo del territorio: dalla prevenzione dei disastri ambientali al mantenimento della biodiversità; dalle politiche di gestione del suolo alle azioni per la riduzione del gap infrastrutturale (in particolare nelle aree interne della regione), fino alla valorizzazione del patrimonio forestale regionale in tutte le sue dimensioni e potenzialità. Tali politiche e interventi saranno tanto più efficaci quanto più all’attività agricola sarà riconosciuto, oltre al fondamentale ruolo di produzione alimentare, anche quello di governo del territorio. Strategica, infine, una gestione efficace delle politiche di integrazione, al fine di favorire processi di ricambio generazionale e salvaguardare l’assetto socio-economico dei territori rurali.
  • Azioni per favorire e sviluppare politiche di filiera a forte vocazione territoriale. È necessario allargare le relazioni “classiche” di sistema, che fino ad oggi hanno regolato il funzionamento delle filiere agroalimentari, ad ambiti ancora poco esplorati (artigianato, commercio, logistica, turismo, consumatori, enti locali) per dare origine a vere e proprie “reti d’impresa territoriali” e, al loro interno, favorire processi d’innovazione sostenibile, anche sociale.
  • Nuovi e più incisivi sistemi di gestione della fauna selvatica, i cui danni hanno assunto una dimensione insostenibile anche in termini sicurezza nazionale, per avviare il processo di revisione del quadro normativo nazionale (legge n.157/92). In quest’ottica, la separazione tra l’interesse privato/ricreativo riscontrabile nell’attività venatoria e quello pubblico, riferibile al contenimento e alla gestione dei carichi, non è più rinviabile. Altrettanto strategica è l’organizzazione di una filiera delle carni selvatiche, così come azioni in ambito europeo per superare la riconducibilità degli indennizzi per i danni subiti dalla fauna selvatica al regime degli aiuti di Stato (de minimis).
  • Un rinnovato protagonismo delle Istituzioni e degli Enti locali sulla Pac, visto il ciclo di riforma in itinere. L’approssimarsi della nuova Politica agricola comune apre a una serie di opportunità socio-economiche che, se ben gestite durante la fase preparatoria, possono concorrere al rilancio delle comunità locali, in particolare quelle ubicate nelle aree interne della regione. Altrettanto necessario, è unire a un’azione efficace e integrata di tutti i Fondi strutturali europei, politiche nazionali di sostegno e incentivi: partendo dalle misure fiscali per arrivare ai programmi di infrastrutturazione e gestione del territorio.

Tags: #elezioni #agricoltura #Pac #territorio

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