Grano: Cia Centro Lombardia, sicurezza alimentare si costruisce difendendo nostra agricoltura
Guerre, clima e mercati instabili ci ricordano quanto sia strategica la capacità di produrre. Servono redditività, acqua e tutela del suolo agricolo
Le tensioni sui mercati internazionali del grano, l’impatto della guerra in Ucraina sulle esportazioni e gli effetti sempre più evidenti dello stress climatico sulle produzioni agricole riportano al centro dell’attenzione un tema strategico: la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari.
È quanto sottolinea Cia Centro Lombardia, attraverso il presidente Amedeo Cattaneo, alla luce dei dati riportati dal Corriere della Sera sull’andamento delle quotazioni internazionali del frumento. Secondo l’analisi, dall’inizio del 2026 i prezzi internazionali del grano tenero e del grano duro hanno registrato aumenti rispettivamente del 50% e del 58%, in un quadro condizionato dalle difficoltà logistiche legate alla guerra e dagli effetti della siccità e delle temperature elevate sulle produzioni.
“Sono numeri che devono far riflettere anche noi – commenta Cattaneo – perché dietro alle grandi dinamiche dei mercati internazionali ci sono le nostre aziende agricole, i nostri territori e la capacità del sistema agroalimentare di continuare a produrre. Non possiamo considerare l’agricoltura soltanto quando i prezzi aumentano o quando una crisi internazionale mette in discussione gli approvvigionamenti”.
Una riflessione che riguarda da vicino anche il territorio di Cia Centro Lombardia, in particolare le province di Milano e Lodi, dove la cerealicoltura rappresenta una componente importante del sistema agricolo e convive con allevamento, produzioni foraggere e altre attività agricole. Un territorio nel quale la pressione esercitata dall’urbanizzazione rende ancora più delicato il rapporto tra sviluppo, consumo di suolo e salvaguardia delle superfici agricole.
“A Milano e Lodi – prosegue il presidente di Cia Centro Lombardia – abbiamo un esempio molto concreto di quanto sia delicato l’equilibrio tra agricoltura e sviluppo urbano. Ogni ettaro di terreno agricolo che viene sottratto alla produzione non è semplicemente uno spazio in meno: è una parte della nostra capacità produttiva che viene persa. E quando contemporaneamente aumentano le tensioni sui mercati internazionali, questa perdita assume un significato ancora più importante”.
Il tema assume caratteristiche ulteriori nella provincia di Monza e Brianza, dove la forte urbanizzazione e la frammentazione del territorio hanno progressivamente ridotto gli spazi disponibili per l’attività agricola.
“Anche in Brianza – sottolinea Amedeo Cattaneo – dobbiamo evitare di considerare l’agricoltura come qualcosa di residuale, destinato a scomparire con l’avanzare delle aree urbanizzate. La campagna lombarda è un’infrastruttura produttiva e ambientale e va tutelata anche nei territori maggiormente urbanizzati”.
Per Cia Centro Lombardia, tuttavia, la questione della sicurezza alimentare non può essere affrontata soltanto dal punto di vista della disponibilità di terreni.
“Il tema centrale è anche la sostenibilità economica delle imprese agricole. Un aumento delle quotazioni internazionali non significa automaticamente un aumento della redditività per chi coltiva. Gli agricoltori devono continuare a confrontarsi con costi elevati per sementi, fertilizzanti, energia, gasolio, macchinari e irrigazione, oltre che con un clima sempre più imprevedibile”.
Una situazione che rende difficile programmare gli investimenti e che rischia di indebolire proprio quella capacità produttiva che, nelle fasi di crisi, diventa strategica.
“Per questo – aggiunge il presidente Cattaneo – non dobbiamo aspettare che arrivi una nuova emergenza per accorgerci del valore della produzione agricola. Servono politiche di medio e lungo periodo che consentano alle aziende di programmare, investire e affrontare la transizione climatica senza essere lasciate sole davanti ai rischi”.
Tra le priorità indicate da Cia Centro Lombardia c’è anche la gestione della risorsa idrica. L’aumento delle temperature e la maggiore frequenza degli eventi estremi rendono infatti sempre più importante garantire disponibilità e capacità di gestione dell’acqua per le produzioni agricole.
“Per la Lombardia significa investire nella gestione della risorsa idrica, nell’innovazione, nella ricerca e nelle tecniche agronomiche capaci di utilizzare l’acqua in maniera più efficiente. Ma significa anche continuare a difendere e modernizzare la rete irrigua e le infrastrutture che hanno contribuito a rendere la nostra pianura una delle aree agricole più produttive d’Europa”.
Secondo Cattaneo, la lezione che arriva dai mercati internazionali riguarda quindi direttamente anche il territorio lombardo.
“Guerre, crisi climatiche, difficoltà logistiche e instabilità dei mercati possono modificare rapidamente gli equilibri sui quali abbiamo costruito il nostro sistema agroalimentare. Per questo oggi più che mai dobbiamo mettere l’agricoltore nelle condizioni di continuare a produrre”.
“Significa – conclude il presidente di Cia Centro Lombardia – difendere il reddito delle imprese, tutelare il suolo agricolo, garantire acqua e infrastrutture e costruire filiere capaci di riconoscere alla produzione italiana un valore adeguato. La sicurezza alimentare non si compra quando serve: si costruisce ogni giorno, mantenendo vivi e produttivi i nostri territori rurali”.