Attualità
Fiumi e laghi senza acqua. Stagione irrigua incerta
03 Giugno 2021

Bollettino Anbi con il Po grande osservato speciale. Portata dimezzata rispetto allo storico mensile

In un panorama caratterizzato da un generalizzato calo delle disponibilità idriche del Paese, soprattutto al Centro Nord, è ancora una volta il fiume Po a polarizzare l’attenzione. Pur dopo un maggio piovoso, la sua portata è indicativamente dimezzata rispetto alla media storica mensile. E la stagione irrigua, soprattutto in quest’area, resta incerta. Questa una delle evidenze più preoccupanti che arrivano dall’ultimo bollettino dell’Osservatorio Anbi sulle risorse idriche, analizzando i dati di costante mappatura della situazione da Nord a Sud Italia.

In realtà, spiega la nota, al Nord è ancora cospicuo il manto nevoso. Il suo scioglimento, dovuto al repentino arrivo delle temperature estive e, magari progressivo, per evitare aggravi al rischio idrogeologico, evidenzierà, ancora una volta, l’attuale insufficienza della rete infrastrutturale degli invasi, causa del rilascio di importanti volumi d’acqua verso il mare. 
Stabili, invece, i grandi laghi, solo il Lario è sotto la media stagionale, cresce il bacino dell’Iseo verso il massimo storico.

In Val d’Aosta, dopo le eccezionali portate delle scorse settimane, scende sotto media storica, la Dora Baltea, che si riprende, però, quando attraversa il Piemonte, così come il Pesio e la Stura di Lanzo; i fiumi di questa regione hanno tutti, comunque, portate inferiori allo scorso anno. In calo si registrano il fiume Adda in Lombardia e i corsi d’acqua veneti, dove si conferma più che mai l’andamento ormai torrentizio della Livenza.

In Emilia-Romagna, gli unici alvei a segnalare una condizione idricamente migliore dell’anno scorso sono Reno e Trebbia, mentre l’Enza (portata: 3,1 metri cubi al secondo) è sceso sotto il minimo storico (fonte: A.R.P.A.E.); con 16,31 milioni di metri cubi d’acqua trattenuti sono sostanzialmente sui livelli dello scorso quadriennio i bacini piacentini (Molato e Mignano).

In Toscana, Arno e Ombrone restano sotto media, ma tutti i fiumi risultano in calo; stessa situazione si verifica nelle Marche, dove la condizione migliore, ma comunque deficitaria rispetto agli anni scorsi, la evidenzia il Nera e gli invasi (trattengono 45,32 milioni di metri cubi) sono largamente al minimo del recente quinquennio. 

Nel Lazio la diminuzione di portata del fiume Tevere è compensata dai rialzi nei livelli di Liri-Garigliano e Sacco.

In Campania, i fiumi Sele e Sarno si mantengono stabili, mentre il Volturno risulta in calo ed il Garigliano è in aumento; diminuiscono i livelli del lago di Conza della Campania e degli invasi del Cilento. Infine, i bacini della Basilicata segnalano, in una settimana, un calo di quasi 6 milioni di metri cubi d’acqua, mentre quelli pugliesi diminuiscono di circa 8 milioni; tale trend è in linea con l’andamento dello scorso anno quando, però, le riserve idriche erano assai minori (Basilicata +110,28 milioni di metri cubi sul 2020; Puglia: +102,96).


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