dal Territorio
Filiera: Cia Levante, Gdo paghi quanto deve agli agricoltori
12 Febbraio 2020

Occorre impegno a privilegiare il prodotto italiano e a riconoscere il lavoro delle aziende

“Ben venga la Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, ma Cia Levante vuol porre un quesito alle istituzioni: se la Gdo, Grande Distribuzione Organizzata, chiede che le imprese italiane che forniscono i prodotti rispettino determinati parametri, la stessa richiesta è o sarà fatta anche alle aziende straniere da cui si continua ad approvvigionare per tenere i prezzi corrisposti ai produttori a livelli di fame?”. La questione è stata posta anche ieri, durante l’incontro convocato dalla Prefettura di Bari per la “Istituzione della sezione territoriale della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità”. All’incontro, oltre che tutte le organizzazioni agricole, hanno partecipato anche i referenti Inps, Regione Puglia, Città Metropolitana di Bari, Ispettorato Territoriale del Lavoro, Inail, Asl e sindacati confederali.

“Le imprese e le organizzazioni agricole non si sottraggono alla sfida”, ha dichiarato Giuseppe Creanza, direttore provinciale di Cia Levante, “anzi, noi rilanciamo. È giusto che le aziende italiane di qualità, quelle che con enormi sacrifici rispettano regole severissime e carichi burocratici assurdi, abbiano una corsia preferenziale per vendere i propri prodotti. Occorre però che anche la Gdo, da parte sua, paghi un prezzo remunerativo ai produttori italiani e s’impegni a privilegiare il prodotto italiano che, com’è noto, per gli alti standard qualitativi imposti dalla legge e dai controlli, garantisce sicuramente una migliore salubrità ed è il frutto di un processo produttivo all’interno del quale per i lavoratori si rispettano tutti gli accordi presi nell’ambito dei contratti agricoli frutto di concertazione”, ha aggiunto Creanza.

“Non bisogna bendarsi gli occhi e puntare il dito a casaccio, come sempre, contro gli imprenditori agricoli”, ha spiegato Felice Ardito, presidente provinciale di Cia Levante. “Lo abbiamo detto e lo ribadiamo: serve che le regole siano certe e che vengano fatte rispettare anche alle aziende straniere, altrimenti siamo di fronte a una sleale concorrenza che abbassa artificiosamente i prezzi corrisposti ai nostri produttori. Vogliamo lottare veramente contro il caporalato, il lavoro nero e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura? Bene, allora cominciamo con l’alleggerire gli agricoltori di fardelli burocratici assurdi, e con il favorire un riequilibrio dei rapporti di forza tra aziende agricole e Gdo. Cominciamo seriamente a porre in atto meccanismi che garantiscano un giusto livello remunerativo per i prodotti italiani, mettendo fine alle doppie aste al ribasso e a una importazione massiccia dall’estero di prodotti dei quali non conosciamo la qualità né le modalità di produzione”, ha proseguito Ardito.

Per Cia Levante, il punto d’equilibrio tra le istanze dei lavoratori, le necessità dei produttori e le esigenze della Gdo può essere trovato solo e soltanto attraverso la riorganizzazione di un sistema che garantisca i lavoratori per i propri diritti, le aziende agricole per ciò che attiene al riconoscimento di prezzi remunerativi e la Grande Distribuzione Organizzata per quanto concerne l’ottenimento di prodotti qualitativi che rispettino la domanda di salubrità dei consumatori. Occorre snellire le procedure ed evitare che una semplice sanzione ricevuta da un’azienda impedisca alla stessa l’adesione alla Rete di Qualità. Gli oneri sociali cui devono far fronte le imprese sono troppo elevati, occorre un impegno immediato del Governo per una loro riduzione alla media europea. È un lungo cammino, ma è l’unica strada per ottenere la costruzione di filiere produttive e commerciali corrette, capaci di salvaguardare i legittimi interessi di tutti e, soprattutto, di garantire ai cittadini di avere sulle proprie tavole dei prodotti sani, gustosi, che rispondano a criteri di qualità e di eticità.


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