dal Territorio
Ferrarini, Cia Reggio Emilia: un delitto dire no alla cordata Bonterre
27 Agosto 2020

Sul tema l'intervento del presidente Antenore Cervi anche a capo dell'Organizzazione Suinicoltori dell’Emilia Romagna (Asser)

“Salvaguardia dell’occupazione, valorizzazione della suinicoltura italiana, grande solidità economica: la cordata formata dal Gruppo Bonterre-Grandi Salumifici Italiani, Opas, Hp, Banca Intesa e Unicredit è senza ombra di dubbio la soluzione migliore per salvare l’azienda Ferrarini e tutelare la filiera nazionale. Non si perda ulteriore tempo e si arrivi a cogliere un'occasione che sarebbe un delitto rifiutare per opache ragioni". A dirlo è Antenore Cervi, in qualità di presidente Asser (Organizzazione Suinicoltori dell’Emilia Romagna) e di Cia Reggio Emilia.

"Gli aspetti positivi sul tavolo sono numerosi e determinanti -dichiara Cervi-. Bonterre ha un patrimonio economico che ha dimostrato nei fatti di saper gestire egregiamente valorizzando il Parmigiano Reggiano a partire dai produttori, all’interno di una grande cultura cooperativa. Elemento non certo secondario è poi la presenza di Opas, la principale e più grande cooperativa di macellazione di suini italiani caratterizzata negli anni da una gestione ottimale. E a supportare economicamente questi importanti soggetti vi è una grande solidità portata da Hp, Banca Intesa e Unicredit".

Grazie a questa cordata sono certo -commenta- si riuscirà finalmente a valorizzare la suinicoltura italiana. Troppo spesso nell’industria legata alla filiera - vedi tutte le produzioni Igp -, vengono infatti utilizzati prodotti europei, quando va bene. E la stessa azienda Ferrarini non usava certo la carne italiana come prodotto principale. Ora c’è la grande possibilità di cambiare rotta grazie ai nuovi soggetti coinvolti che hanno dimostrato negli anni la capacità di affrontare il mercato a valle e saper valorizzare le produzioni locali. Un ulteriore importante aspetto -conclude il presidente di Cia Reggio Emilia e di Asser- è che la cordata ha radici reggiane, mantovane, parmigiane e modenesi: abbatte dunque quei limitanti campanilismi che arrivano a essere ostacolo per la buona impresa. Infine, non certo per ordine di importanza, la struttura del progetto garantisce la piena occupazione e la continuità degli impianti presenti sul nostro territorio. Per tutte queste ragioni, spero che la trattativa venga chiusa il prima possibile con successo”.


Tags: #accordi #cibo #prodottitipici

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