24 Marzo 2026

Emergenza idrica: Cia Due Mari, usare le condotte di Palagianello come riserva strategica

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Paratoia ancora aperta alla diga di San Giuliano: dal 18 marzo scorso, per fronteggiare il rischio idrogeologico e idraulico, vengono sversati in mare circa 50 metri cubi di acqua al secondo.

Dopo la denuncia della Cia però qualcosa è cambiato: la Regione, infatti, ha immediatamente convocato una cabina di regia tra gli assessorati all’Agricoltura e alle Risorse idriche, il consorzio di bonifica Centro Sud Puglia e Acquedotto Pugliese, con l’obiettivo di chiedere al Ministero delle Infrastrutture insieme alla Regione Basilicata di innalzare il limite di invaso della diga, permettendo così di trattenere una maggiore quantità di risorsa idrica rispetto ai livelli attuali.

"Ringraziamo il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e l’assessore all'Agricoltura Francesco Paolicelli per aver prontamente raccolto la nostra segnalazione. L’obiettivo comune è scongiurare ogni spreco d'acqua nel pieno rispetto delle norme di sicurezza. Sebbene le ordinanze di Protezione civile impongano lo scarico a mare per prevenire rischi idrogeologici a valle, riteniamo si debba lavorare per trattenere quanta più risorsa possibile senza compromettere l'incolumità delle popolazioni.

Purtroppo -ha però ammesso la Cia- conosciamo bene i tempi della burocrazia che a volte si scontrano con la buona volontà di risolvere i problemi, e per questo, in attesa che quella proposta diventi operativa, proponiamo alla politica e al consorzio Centro Sud Puglia alcune valide alternative di immediata applicazione.

La prima è quella di aprire e riempire la condotta a uso irriguo verso la Puglia che da località “San Marco”, in Basilicata, porta l’acqua della diga di San Giuliano nelle campagne del Tarantino (lo fa tramite il canale adduttore che viaggia a cielo aperto per 35 chilometri, dalla Lucania a Palagianello, passando dai territori di Ginosa e Castellaneta).

La seconda proposta, invece, è quella di riempire il bacino di “Girifalco”, in agro di Ginosa, la terza infine, è quella di riempire le vasche presenti lungo tutto il canale adduttore.

Evitiamo altri sprechi -ha sottolineato Cia- e non dimentichiamo che durante la stagione irrigua l’acqua che parte dalla diga di San Giuliano impiega circa una settimana per giungere a Palagianello".

Soluzioni concrete, insomma, che consentirebbero di trasformare l’emergenza in riserva nei campi: «Anziché buttarla a mare, per veicolare immediatamente l’acqua basterebbe una semplice manovra: dalla diga di San Giuliano, passando dal partitore di San Marco tramite le condotte utilizzate dal consorzio Centro Sud durante la stagione irrigua, immetterla direttamente nella rete che giunge fino a Palagianello.

"Attivare queste manovre -ha sottolineato Cia- significherebbe alimentare con immediata efficacia le reti irrigue che, già nei prossimi giorni, saranno indispensabili per la fertirrigazione delle colture protette e dei frutteti. Si tratta di un'azione di lungimiranza strategica che permetterebbe di farsi trovare pronti, con le condotte già in esercizio, all'appuntamento con una stagione irrigua ormai imminente. Siamo certi che tale proposta, mossa da una logica di salvaguardia della risorsa e del lavoro agricolo, sarà accolta con la dovuta attenzione dai tavoli decisionali".