Dazi: Cia, bocciatura Corte Suprema riapre partita e certifica iniquità tariffe
Per la prima volta, negli ultimi decenni, giù export del 5%. Il presidente Fini: “Bruxelles tuteli il comparto da scenario di nuova incertezza”
La notizia della bocciatura dei dazi di Trump da parte della Corte Suprema apre un nuovo scenario di incertezza per l’export agroalimentare italiano ed europeo, ma rappresenta uno spartiacque per riportare equilibrio sul mercato Ue-Usa se si lavora, a Bruxelles, per cogliere con coraggio e prontezza l’opportunità di questa sentenza. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini.
“La Corte conferma quanto era nell’aria da tempo -commenta Fini-. Non possono essere importati dazi generalizzati utilizzando i poteri di emergenza economica (IEEPA), senza esplicita autorizzazione del Congresso. Resta, dunque, da monitorare gli sviluppi sulle tariffe unilaterali e globali, i dazi al 10% applicati a quasi tutti i partner commerciali e al centro della sentenza della Corte che rende, di fatto, illegale l’operazione di Trump.
Ora la palla passa comunque al Congresso e Cia auspica tempi rapidi che non mettano ulteriormente a repentaglio l’export Ue-Usa. Stando, infatti, ai dati dell’ufficio Studi Cia, su dati Istat, è innegabile il crollo dell’export agroalimentare nel 2025, una novità assoluta per l'Italia, con -5% a fine anno e con il mese di dicembre che ha registrato il dato peggiore -27%. Neanche la spinta dei primi mesi del 2025, infatti, è riuscita a bilanciare la situazione. Lo scorso anno sulle tavole dei consumatori a stelle e strisce sono finiti 353 milioni di euro in meno di prodotti Made in Italy. Tale crollo è stato realizzato, internamente, nel periodo da giugno a dicembre quando l’export agroalimentare nazionale ha perso 668 milioni euro.
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