09 Marzo 2026

Da Anp-Cia nuovo “no” alla guerra. Difendere pensionati e anziani da caro bollette

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Il Governo scelga con chiarezza la via della pace e tuteli le fasce più deboli dagli effetti economici del conflitto

Il ripudio della guerra è uno dei principi fondanti della Costituzione italiana e rappresenta una linea di demarcazione netta: stare dalla parte della pace, del disarmo, dei diritti e dell’uguaglianza tra i popoli. È da questo principio che l’Anp-Cia ribadisce la propria posizione di fronte all’ennesimo conflitto che infiamma il Medio Oriente, uno scenario che – come sottolinea il presidente Alessandro Del Carlo – sembra ormai andare oltre la definizione di “terza guerra mondiale a pezzi”.

Le aggressioni fuori dal diritto internazionale e l’uso sistematico della forza rischiano di cancellare il dialogo e indebolire il ruolo della diplomazia e delle istituzioni internazionali, a partire dall’Onu, che dovrebbero invece guidare la risoluzione politica delle controversie tra gli Stati.

Di fronte alle immagini di distruzione e alle vittime innocenti, cresce il turbamento delle coscienze ma anche la necessità di un impegno più forte per la pace e il disarmo. Per questo l’Anp-Cia chiede al Governo italiano di superare ambiguità e incertezze e di assumere con autonomia ogni iniziativa utile a fermare le armi e favorire la cessazione delle ostilità. La storia dimostra che la democrazia non si esporta con le armi e che i conflitti producono conseguenze pesanti non solo per i popoli coinvolti, ma anche per l’economia globale e per il nostro Paese.

Occorre, inoltre, affrontare con urgenza gli effetti economici della guerra, che rischiano di colpire soprattutto le fasce più fragili della popolazione. Pensionati e anziani sono già messi a dura prova dall’aumento dei prezzi e dalla perdita di potere d’acquisto delle pensioni. Secondo uno studio del CER commissionato dal Cupla, tra il 2009 e il 2025 una pensione lorda di 1.200 euro ha perso circa 70 euro al mese di potere d’acquisto, pari a quasi 900 euro l’anno. Ancora più pesante la perdita per le pensioni più alte: un assegno lordo di 2.400 euro registra una riduzione di circa 177 euro mensili. A questo si aggiunge la prospettiva di nuovi rincari per luce e gas, già in corso, che potrebbero aggravarsi a causa delle tensioni nelle aree da cui provengono importanti approvvigionamenti energetici.

Ecco perché l’Anp-Cia chiede al Governo un duplice impegno: sul piano internazionale, lavorare con decisione sul versante diplomatico per fermare il conflitto; sul piano interno, adottare misure concrete per tutelare le condizioni di vita delle persone più fragili, a partire da pensionati e anziani, difendendoli dall’aumento delle bollette e dei beni di prima necessità, dagli alimentari alle spese sanitarie.

L’associazione ribadisce, infine, il proprio impegno nella difesa dei principi di giustizia sociale e solidarietà, affinché tutti possano vivere in un contesto sicuro, giusto e pacifico.