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Covid: Inac-Cia, appello ai ministri Catalfo e Gualtieri. A rischio i Patronati
20 Gennaio 2021

Chiesto ripristino aliquota dello 0,226 e 56 mln per ristrutturare Fondo di sostentamento strutture a servizio italiani in difficoltà

Le misure varate dal Governo per fronteggiare il disagio economico di milioni di famiglie nel Paese si traducono in domande e prestazioni che gli Istituti di Patronato rendono alla popolazione. C’è un mondo di operatori specializzati e uffici di prossimità che in maniera capillare, su tutto il territorio nazionale, lavora per dare risposte ai cittadini. Una realtà già messa a dura prova nell’ordinarietà delle proprie attività, tra più di 100 prestazioni previste dalla normativa italiana vigente in materia di previdenza, welfare e assistenza. A queste, negli ultimi tempi si sono sommate: Il reddito di emergenza, il reddito di cittadinanza e una moltitudine di bonus legati all’emergenza sanitaria. In sostanza si è raddoppiato il volume delle richieste e delle prestazioni da offrire, ma i fondi messi a disposizione per le attività dei Patronati sono sempre meno. Negli anni il Fondo dedicato invece di essere integrato è stato sempre tagliato.

“Questa situazione -spiega Antonio Barile presidente del Patronato Inac-Cia- rischia di far saltare il sistema dei Patronati, che devono strutturarsi in maniera adeguata per dare risposte puntuali alle richieste dei cittadini. Il Fondo -prosegue il Patronato- da cui si sostengono tutte le attività non è sufficiente per tenere in piedi il sistema”.

“Facciamo appello ai ministri del lavoro e dell’economia, Catalfo e Gualtieri, affinché intervengano urgentemente -prosegue Laura Ravagnan Direttore Generale di Inac-Cia-per dare una risposta concreta, che tarda a giungere nonostante le numerose sollecitazioni portate avanti, da mesi, da tutti i raggruppamenti dei Patronati e a tutti i livelli Istituzionali”.

“Se non viene ripristinata l’aliquota dello 0,226 per alimentare il Fondo, come avveniva in precedenza, e questa misura non viene accompagnata da un’integrazione di almeno 56 milioni di euro, è concreto il rischio chiusura per centinaia di uffici di Patronato. Le conseguenze nefaste facilmente immaginabili -concludono i vertici del Patronato Inac-Cia- con i cittadini che non potranno più ricevere l’assistenza di cui hanno bisogno”.


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