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Coronavirus: Ases-Cia chiude prima settimana di donazioni alimentari
07 Giugno 2020

Nel "World Food Safety Day" la raccolta a favore delle Caritas per le famiglie in difficoltà

Venezia, Reggio Emilia, Grosseto, Livorno, Lucca, Bari, Lecce, Taranto e Lanciano. Sono solo alcuni dei comuni in cui ASeS-Agricoltori Solidarietà e Sviluppo, la Ong di Cia, ha organizzato raccolte di cibo a sostegno delle famiglie più colpite dalla crisi del Coronavirus, donando pacchi e derrate alimentari alle Caritas del luogo. Una settimana di campagna solidale, che si è conclusa oggi in Abruzzo, in occasione della Giornata mondiale della sicurezza alimentare.

Consegnati circa 30 quintali di prodotti agricoli, dalla frutta alla verdura di stagione, oltre a 2.000 bottiglie di passata di pomodoro, 400 confezioni di pasta e più di 100 litri di olio extravergine d’oliva.

L’accesso al cibo sano e sicuro deve essere garantito a tutti -spiega la presidente di ASeS-Cia, Cinzia Pagni-. Ma la pandemia dovuta al Covid-19 ha fatto emergere nuove povertà, tra chi ha perso il posto di lavoro o non ha potuto riaprire l’attività, chi non è rientrato nei sussidi del governo o chi ha una pensione al minimo. La conseguenza è stata una crescita esponenziale del numero di persone che hanno bisogno di aiuto per mangiare e un incremento del 114% di cittadini che si sono rivolti ai servizi delle Caritas”.

Un problema italiano, ma non solo. La crisi economica scatenata dal Coronavirus, infatti, farà aumentare la povertà a livello globale, con il rischio concreto di mezzo miliardo in più di persone indigenti, quando già ci sono oltre 800 milioni di persone che non hanno cibo a sufficienza in tutto il mondo.

Anche per questo, contestualmente alla campagna nazionale, ASeS-Cia ha lanciato iniziative analoghe di raccolta alimentare presso le sue sedi estere in Paraguay, Senegal e Mozambico, dove porta avanti da anni progetti di cooperazione allo sviluppo.

“Le nuove povertà -aggiunge la Pagni- non scompariranno automaticamente con l’uscita dalla crisi sanitaria. Gli agricoltori, quindi, vogliono continuare il loro impegno nelle donazioni di prodotti agricoli. La solidarietà non può venire meno, anche una volta spente le luci sull’emergenza, ma deve restare un punto fermo a tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione”.


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