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Gli Agricoltori Italiani a lavoro nella prima tappa a Sassello
02 Settembre 2019

Ultima chiamata alla politica per cambiare l’Italia. Oltre 80 presenze nella piccola cittadina dell’Appenino ligure, tra cui istituzioni regionali e locali

Gli Agricoltori Italiani a lavoro a Sassello sul progetto di riforma in cinque mosse per cambiare l’Italia. Mentre a Palazzo Chigi si lavora per formare il nuovo esecutivo, è partito oggi, con la tappa in provincia di Savona, il roadshow di Cia dedicato a “Il Paese che Vogliamo” per presentare al futuro governo, dopo le tappe da Nord a Sud Italia, il suo dossier conclusivo su infrastrutture, territorio, filiere, fauna selvatica e politiche europee.

Il viaggio di Cia lungo la penisola ha riunito, per l’interregionale Liguria-Piemonte, oltre 80 presenze tra cui rappresentanti di istituzioni regionali e locali, enti e istituzioni, oltre a tecnici ed esperti dei vari settori dell'economia e della società che interagiscono con il territorio.

Per l’intera giornata, fino alla tavola rotonda conclusiva a tenere banco nel confronto con gli Agricoltori Italiani, temi non più rinviabili e di estrema urgenza per il Paese: infrastrutture, governo del territorio, Enti locali e politiche europee, filiere a vocazione territoriale e sistemi di gestione degli animali selvatici.

“Concretezza e lungimiranza hanno contraddistinto il dibattito con le rappresentanze regionali e locali, le associazioni e la società civile -ha commentato Aldo Alberto, presidente di Cia Liguria. E’ l’approccio che ci aspettavamo e che ci porterà ad elaborare proposte mirate, elaborando soluzioni specifiche per le zone rurali del Nord, con Liguria e Piemonte a fare da capofila”. Tra le priorità emerse oggi ai tavoli, ha aggiunto Alberto, “la necessità di aiutare i giovani imprenditori semplificando la burocrazia. Una politica che si adoperi in tal senso è un grande incoraggiamento per gli under 40 che scelgono di continuare a investire nelle aree interne”.

“Stiamo facendo un lavoro serio di analisi e riflessione. Deve venirne fuori un ragionamento consapevole sulle potenzialità inespresse di questi territori -ha aggiunto Gabriele Carenini, presidente di Cia Piemonte-. Vogliamo dimostrare quanto l’agricoltura sia un modello di comportamenti virtuosi e sostenibili”. Per questo obiettivo, ha continuato Carenini, “i sindaci sono un interlocutore indispensabile, ora che le province sono in crisi e non ci sono più le comunità montane. I giovani devono ritrovare l’orgoglio di restare nei territori d'origine, ma per questo sono necessari i servizi, le infrastrutture e soprattutto le scuole”.

“Con il nostro roadshow ‘Il Paese che Vogliamo’, siamo pronti a portare al governo non consigli, ma proposte articolate e sostenute da numeri e fatti. Siamo una componente strategica dell’Italia e vogliamo contare per quello che siamo -ha concluso Dino Scanavino, presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani-. Non a caso siamo partiti da Sassello, qui inizia l'Appennino, che è la dorsale della maggior parte delle aree rurali nazionali. E’ una terra rappresentativa della aree del Nord, fatta di piccoli Comuni, ma con un gap di infrastrutture fisiche e digitali che va sanato. Su questo stiamo lavorando e continueremo a farlo passando per la tappa al Sud, il 4 settembre a Benevento, per poi arrivare a novembre in Centro Italia, tra i Comuni del cratere del sisma 2016”.

Hanno partecipano tra gli altri: Daniele Buschiazzo, sindaco di Sassello; Sonia Viale, vicepresidente Regione Liguria; Fabio Carosso, vicepresidente e assessore Urbanistica della Regione Piemonte; Stefano Mai, assessore all’Agricoltura della Regione Liguria; Marco Protopapa, assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte; Mons. Marco Granara, presidente Fondazione Antiusura Santa Maria del Soccorso.

La cronaca del roadshow su sito cia.it e social @CiaAgricoltori (Fb) e @Cia_Agricoltura (Tw)


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