Attualità
Con il Covid è boom di fake news sul cibo Made in Italy (+33%)
19 Novembre 2020

Tra i prodotti più colpiti pasta, vini e formaggi, secondo monitoraggio di Klaus Davi

Con l’avvento del lockdown aumenta a dismisura l’attenzione per il food e, di conseguenza, le fake news che interessano i prodotti agroalimentari italiani anche all’estero.

Secondo un monitoraggio dell’agenzia di comunicazione Klaus Davi & Co. in collaborazione con Filippo Gallinella, presidente della Commissione Agricoltura alla Camera, nel periodo marzo-settembre 2020 le fake news circolate sui social sono aumentate del 33% rispetto ai mesi precedenti e colpiscono a 360 gradi. Sono fatte circolare ad arte per colpire il settore del food italiano e finiscono inevitabilmente nei gruppi whatsapp o nelle discussioni dei vari social come se fossero vere.

Per questo, è nato un “web monitoring” per scovare e smascherare le fake news più diffuse. A essere particolarmente colpiti sono i vini (+23%), la pasta (+37%), l’olio (+26%), il pane (+18%) e i dolci (+31%). Anche il formaggio (+33%) è stato investito da questa ondata di notizie pseudo negative.

Consultando il web e oltre 500 post dedicati a temi alimentari, ecco alcune notizie denigratorie tra le più diffuse nei confronti di alcuni dei prodotti caseari più famosi e diffusi del Made in Italy:

  • “le vacche non hanno accesso al pascolo e quindi sono ‘depresse'”, notizia relativa al Parmigiano Reggiano. Falso, come dimostrato dall’omonimo Consorzio, non solo viene rispettata la normativa, ma viene garantito alle bovine uno stato di salute ottimale essenziale per la produzione della Dop;
  • in rete e in particolare sui social, “a fare ingrassare più della pasta sarebbe il provolone”. Non è scientificamente provato. Ovvio è che le esagerazioni portano come conseguenza un aumento di peso;
  • “la mozzarella di bufala ha un alto contenuto di colesterolo”. Falso, contrariamente a quanto si possa credere, i suoi valori di colesterolo sono molto più bassi dei formaggi francesi e anche italiani, è anzi ricca di proprietà nutritive e di vitamine;
  • della Ricotta Romana si legge ultimamente che “non facilita il sonno”. Non è vero, anzi, la ricotta contiene tripofano utile a innalzare i livelli di serotonina e melanina nel cervello;
  • c’è anche chi afferma che mangiare Castelmagno “è controindicato per il rischio osteoporosi”. Affermazione infondata: è una fonte privilegiata di calcio, sia per la notevole quantità presente, che per la sua biodisponibilità;
  • ecco che per l’Asiago si vocifera che “non è genuino come quello dei nostri nonni contenendo ormoni, agrofarmaci e diossine”. Falso. I controlli da parte dei Consorzi sono strettissimi e il formaggio prima di entrare in commercio viene analizzato. Non ci sono dunque contaminanti dannosi per l’uomo;
  • “poiché contiene glutine è sconsigliato mangiare il Caprino Veronese”. Falso, uno studio effettuato dal Dipartimento di Scienze Molecolari Agroalimentari della Facoltà di Agraria dell’Università di Milano ha indicato la categoria dei formaggi tradizionali come idonea ai celiaci. Tra questi anche il Caprino;
  • “il Pecorino Romano contiene lattosio”. Falso, il Pecorino Romano è un formaggio “naturalmente privo di lattosio”, conseguenza naturale del tipico processo di ottenimento del pecorino. Per questa sua peculiarità può essere inserito in modo sicuro nella dieta di persone che soffrono di intolleranza al lattosio essendo lactose free;
  • Grana Padano può essere rischioso poiché potrebbe essere contaminato da Covid-19”. Falso, le condizioni biologiche di stagionatura di questa eccellenza, come di ogni altro prodotto stagionato, inattivano ogni virus.

Secondo la ricerca a diffondere di più le notizie sono le donne (65%) rispetto agli uomini (35%). Anche fra i teenager sembrano attecchire, visto che circolano sui profili social più giovani’ in particolare Instagram e Facebook, ma anche sotto forma di video-news su TikTok.


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