ColtivaItalia: Cia, via libera atteso da tempo. Ora subito risorse alle imprese
Il presidente Fini: “Le emergenze non aspettano, accelerare sui decreti attuativi”
Dopo una lunga attesa, arriva finalmente l’approvazione del ddl ColtivaItalia, un provvedimento necessario per dare ossigeno a un settore sempre più sotto pressione. Ma ora è fondamentale accelerare sui decreti attuativi, perché le emergenze non aspettano e le risorse stanziate devono tradursi al più presto in aiuti concreti per le imprese agricole. È quanto sottolinea Cia-Agricoltori Italiani, commentando il via libera definitivo al disegno di legge.
“Queste misure sono indispensabili in una fase in cui la tenuta delle aziende è messa a dura prova dagli effetti della crisi climatica ed energetica, a partire dall’aumento abnorme dei costi di produzione -dichiara il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-. Adesso la priorità è dare piena operatività al provvedimento, senza lasciare che i tempi della burocrazia vanifichino gli effetti degli stanziamenti del governo. Gli agricoltori hanno bisogno di strumenti immediatamente disponibili per affrontare una situazione sempre più difficile”.
In particolare, per Cia sono fondamentali gli interventi a sostegno delle filiere produttive più in sofferenza, soprattutto nel Centro-Sud, come cereali, zootecnia e olivicoltura. Altrettanto rilevanti quelli dedicati al ricambio generazionale e all’imprenditoria femminile, per favorire l’accesso alla terra e il recupero dei terreni abbandonati, anche in un’ottica di tutela del territorio, contrasto al dissesto idrogeologico e freno allo spopolamento delle aree interne.
Centrali, inoltre, gli investimenti in ricerca e digitale, indispensabili per accompagnare le imprese verso modelli produttivi più innovativi e resilienti ai cambiamenti climatici, così come la nomina di un Commissario straordinario nazionale per la Xylella, una richiesta sostenuta con forza da Cia. Da valorizzare anche le misure di sostegno creditizio per le imprese colpite da emergenze fitosanitarie e malattie animali, in primis la peste suina africana.
“ColtivaItalia deve tradursi in un impulso concreto alla competitività delle nostre imprese -conclude Fini-. Il risultato, adesso, si misurerà sulla capacità di far arrivare le risorse nei campi, in tempi compatibili con le esigenze di chi ogni giorno continua a produrre, nonostante tutto”.