01 Aprile 2026

Cia Veneto: per gli agriturismi è sold-out fino a maggio

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Tra Comunioni, Cresime e anniversari vari, le domeniche fino alla fine di maggio sono già piene. Oltre, naturalmente, al sold-out per Pasqua. È la nuova vita dei 1.641 agriturismi veneti, dopo la battuta d’arresto dettata dal Covid.

“Quando siamo ripartiti a pieno regime sembrava di assistere ad un rimbalzo fisiologico -sottolinea Turismo Verde-Cia Veneto- Col passare del tempo, invece, abbiamo registrato un solido aumento delle richieste, soprattutto da parte delle famiglie con bambini”. Quella della domenica a pranzo, a primavera ma non solo, è una solida tradizione che – in Veneto – va avanti da oltre quarant’anni, come sottolinea la nuova presidente di Turismo Verde Veneto, Martina Cracco: “Da una parte il settore agrituristico sta vivendo un buon momento; dall’altro lato, però, la gente spende meno rispetto al periodo pre-pandemia. C’è grande voglia di uscire e di stare all’aria aperta, in ambienti naturali, ma un’altrettanta attenzione ai costi”. A dire che non è tutto oro quello che luccica. Anche perché, precisa Cracco, “le spese fisse e quelle relative alle materie prime sono in continuo incremento”.

In Regione il fatturato annuo del settore supera i 100 milioni di euro. “La vera sfida è rimanere sul mercato in maniera competitiva. Motivo per cui siamo tenuti ad offrire ai clienti genuinità, serietà e professionalità”. Gli avventori stessi, peraltro, sono sempre più competenti: “Prima di venire in un agriturismo leggono, si informano”. È cambiato pure il modo di gestire le prenotazioni, come chiarisce la presidente: “Molti ci telefonano all’ultimo minuto per sapere se c’è un tavolo libero. Da parte nostra siamo chiamati ad essere costantemente sul pezzo”. “Oggi gli agriturismi devono essere smart -conclude-. Ovvero, il compito è quello di venire incontro alle istanze dei clienti, talvolta in modo creativo”.