Cia Veneto: allevatori esempio di resilienza. Con Regione e Pac costruiamo futuro comparto
Il presidente Puppin scrive una lettera aperta sul tema
Il settore zootecnico veneto guarda al futuro con determinazione e spirito di rinnovamento, forte della straordinaria capacità di resilienza dimostrata dai propri allevatori in questi anni complessi. E' il pensiero del presidente di Cia Veneto, Giorgio Puppin, che ne ha parlato dettagliatamente in una lettera aperta dedicata.
"Nonostante le fluttuazioni del mercato – che ha visto il prezzo del latte alla stalla assestarsi sui 40 centesimi al litro a fronte di un aumento dei costi di produzione e delle materie prime – le aziende agricole venete stanno dimostrando una solidità straordinaria -scrive Puppin-. A fare da scudo e a garantire la tenuta del comparto sono stati la forte spinta della cooperazione e l'alto valore della filiera: ben il 57% della produzione di latte regionale è infatti destinato ai formaggi Dop, un'eccellenza che continua a fare la differenza sui mercati. Esprimo un profondo apprezzamento per l’eccellente lavoro svolto da ARAV: dai controlli funzionali delle bovine all’assistenza e consulenza zootecnica, fino alle analisi di laboratorio avanzate e ai progetti scientifici in collaborazione con i dipartimenti universitari di Agraria e Veterinaria".
"Grazie all’importante attività di analisi e monitoraggio della presenza di nitrati nelle acque promossa negli ultimi anni dalla Regione Veneto -prosegue la lettera del presidente- i dati confermano una situazione assolutamente sotto controllo. Un risultato che premia i grandi investimenti e le buone pratiche di sostenibilità introdotte con costanza dagli allevatori veneti nelle loro aziende. L'attenzione delle istituzioni verso il comparto è alta. Il Parlamento Ue ha recentemente varato un documento strategico per il rilancio della zootecnia in Europa, mirato a salvaguardare le aziende che presidiano le aree interne e di montagna. In questo scenario, la nuova PAC si conferma lo strumento chiave per sostenere i redditi, favorire il ricambio generazionale e contrastare lo spopolamento rurale".
"Accogliendo con entusiasmo l'invito della Regione Veneto, Cia è pronta a fare la sua parte, offrendo un contributo concreto e propositivo per la stesura del piano regionale, puntando su cinque assi strategici: potenziamento degli aiuti accoppiati per dare stabilità ai produttori; incentivi agli investimenti per l’ammodernamento tecnologico e digitale delle stalle; valorizzazione della sostanza organica, nell'ottica di una vera economia circolare; ulteriore riduzione dell'uso di antibiotici; valorizzazione delle produzioni Dop e sinergia fra i grandi marchi dei gruppi cooperativi veneti", sottolinea ancora Puppin.
"La vera svolta per il futuro del comparto passa però da riforme strutturali d'ampio respiro a livello sovranazionale. Guardiamo avanti con ottimismo. Proprio per questo, siamo favorevoli all’introduzione di una OCM specifica per il settore del latte a livello europeo. Si tratta di uno strumento innovativo che, insieme a misure di autocontrollo della produzione, saprà attuare politiche forti per il ricambio generazionale -conclude il presidente di Cia Veneto-. Lavorando a stretto contatto con la Regione Veneto, l'obiettivo è bloccare la chiusura delle stalle (che negli scorsi dieci anni ha penalizzato il settore con un -38%) e rendere la zootecnia veneta ancora più competitiva, sostenibile e attrattiva per i giovani".