dal Territorio
Cia Toscana: Pasqua a due facce. Bene spesa, ma è tracollo agriturismi
03 Aprile 2021

Servono sostegni per settore in sofferenza

Una Pasqua a due facce. Così la definisce Cia Toscana. Festività blindate, con l’Italia e la Toscana tutta in zona rossa, ad allungare i danni ormai incalcolabili per gli agriturismi, la ristorazione e i canali Horeca (con gravi conseguenze per i vini e prodotti agroalimentari locali). Ma almeno a tavola non toglie alle famiglie la voglia di preparare e gustare le ricette della tradizione festiva.

Da una parte, infatti, c'è il carrello della spesa alimentare che -secondo le stime Cia nazionale- cresce del 10% rispetto al 2020, quando il Paese era in pieno lockdown, spinta dalla possibilità di poter andare a casa di parenti o amici per il pranzo di domenica e per Pasquetta, anche se con pochi commensali come impone la normativa. A vincere un menù tipico regionale, scelto nell’80% dei casi. Protagonisti i piatti tradizionali del territorio, dall’agnello allevato in Toscana, fino alle classiche colazioni a base di capocollo, cacio e baccelli e uova sode, accompagnate da uno dei tanti vini di ogni territorio della nostra regione. 

Dall'altra, la preoccupante situazione dovuta alle chiusure degli agriturismi e della ristorazione. "Con il divieto di gite fuori porta e del turismo nazionale e estero -sottolinea Luca Brunelli, presidente Cia Toscana- vanno in fumo le abituali presenze delle vacanze pasquali negli oltre 4.500 agriturismi toscani. Un’offerta complessiva di servizi legati all’ospitalità e alla ristorazione che conta ristorazione a tavola e 65mila posti letto. Il tradizionale appuntamento che apre la stagione del turismo verde anche quest’anno è bloccato dall’emergenze Covid-19, nonostante la garanzia di sicurezza data dagli agriturismi situati sempre in zone con grandi spazi aperti. Servono sostegni immediati alle aziende, con l’auspicio di riaperture almeno nella seconda parte della primavera. Inoltre -aggiunge Brunelli- grave è la situazione della chiusura della ristorazione, che sta frenando le vendite dei vini toscani. Con le chiusure siamo di nuovo fermi come nel 2020: sarà necessario ripartire con investimenti, ricordando il grande interesse turistico del prodotto agricolo".

Cresce contemporaneamente l’utilizzo del web per acquistare eccellenze enogastronomiche e prodotti agroalimentari dei territori, spesso direttamente dagli agricoltori, tramite i portali di e-commerce come quello di Cia (dalcampoallatavola.it).


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