02 Aprile 2026

Cia Toscana: bene bando Regione da 28 milioni per giovani agricoltori

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Il presidente Berni: "Misura positiva, ma necessario garantire reddito su lungo periodo"

Positiva per Cia-Agricoltori Italiani Toscana la notizia dell’apertura del bando della Regione, da oltre 28 milioni di euro, per i giovani agricoltori. Obiettivo, quello di attrarre giovani nel settore agricolo e aiutarli ad attuare idee imprenditoriali innovative. Ma oltre ai bandi, ricorda la Cia Toscana, è necessario garantire sicurezze strutturali (e reddito) per chi investe in agricoltura.

Una risposta ai dati diffusi da Cia Toscana nei giorni scorsi, secondo cui solo il 7% dei conduttori di azienda agricola in Toscana è under 40. E solo il 16,34%, addirittura, ha meno di 50 anni; di contro, oltre un terzo supera i 65 anni di età.

“Una misura positiva -sottolinea Valentino Berni, presidente Cia Toscana- che va nella direzione da noi auspicata e evidenziata a Giani e Marras due giorni fa in occasione dell’assemblea regionale, ovvero di un ricambio generazionale vero e concreto. E’ doveroso ricordare che è necessario garantire reddito, dare forza alle filiere, elevare il valore della produzione e garantire servizi nelle aree rurali”.

Il bando,  promosso nell’ambito di Giovanisì, punta alla concessione di un premio a giovani imprenditori agricoli di età fino a quarantuno anni non compiuti che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola in qualità di capo, dietro presentazione di un piano aziendale per lo sviluppo dell’attività agricola. Il bando ha elevato a 100 mila euro l’aiuto all’insediamento, a fronte della presentazione e attuazione di un Piano di Sviluppo Aziendale (PSA), nel quale sono definiti gli obiettivi produttivi ed economici dell’impresa e gli interventi da realizzare. Come già nel bando 2024 non è previsto un contributo a rimborso spese, quindi non è richiesta la rendicontazione delle voci di costo, ma il rispetto di traguardi e requisiti specifici. Un approccio coerente con il cambio di paradigma introdotto dalla nuova PAC, in cui il Piano Strategico PAC 2023-2027, in attuazione del Regolamento (UE) 2021/2115, sposta l’attenzione dalla mera rendicontazione della spesa alla verifica del raggiungimento di obiettivi concreti, rafforzando l’orientamento ai risultati e alla performance degli interventi. 

“Il ricambio generazionale -aggiunge Berni- deve essere quindi una priorità per la nostra agricoltura e per la politica regionale ma senza un reddito adeguato ed un valore alle filiere, sarà difficile assistere ad un’inversione di tendenza. Oltre ai bandi che sono certamente necessari, servono sostegni strutturati che diano certezze e solidità al settore. Inoltre, i giovani, devono sempre fare i conti con la mancanza del bene terra”.