Cia Toscana: approvato piano faunistico regionale, punto di svolta per agricoltura
Ora concertazione e miglioramento in fase di attuazione, con riordino governance
L’agricoltura toscana può guardare al futuro con un po’ più di ottimismo. Grande soddisfazione di Cia Agricoltori Italiani della Toscana per l’approvazione in Consiglio regionale del Piano faunistico, come auspicato a più riprese nei giorni scorsi.
“Il primo ringraziamento per il lavoro portato a termini nei tempi auspicati -commenta il presidente Cia Toscana, Valentino Berni- va al presidente della Regione Eugenio Giani, all’assessore Leonardo Marras e al sottosegretario Bernard Dika; grazie ai consiglieri regionali per il voto di quest’oggi che hanno permesso di approvare il Piano faunistico quanto mai necessario per garantire un futuro all’agricoltura toscana. Un settore stremato da un’emergenza ungulati e selvatici che va avanti da troppi decenni, e dalla recente minaccia della peste suina africana, arrivata anche nella nostra regione, che mette a rischio l’intera filiera suinicola regionale, comprese pregiate razze autoctone come la Cinta senese”.
Ora è necessario apportare alcune modifiche al Piano, attraverso la concertazione e con atti concreti e tempestivi, perché, come ribadito non c’è più tempo da perdere. “Il Piano va migliorato -aggiunge Berni- per quanto concerne la densità degli ungulati che deve essere sostenibile per l’ambiente, il territorio e l’agricoltura, le azioni di contenimento e controllo della fauna, la prevenzione dei danni alle colture, il risarcimento integrale del danno subito dalle imprese agricole; assicurando al contempo una gestione efficace ed intervenendo nelle aree a divieto di caccia e riserve naturali e parchi. Mi rivolgo ai consiglieri regionali affinché, con grande senso di responsabilità, approvino il documento, per salvare i territori e le aziende agricole di tutta la regione”.
Cia Toscana concorda con quanto detto dal presidente Giani, ovvero che il Piano rappresenta uno strumento indispensabile per affrontare le emergenze sanitarie e ambientali in corso, a partire dalla peste suina africana e dalla gestione del sovrannumero di ungulati.
“Cia Toscana -evidenzia Berni- ritiene che nel Piano deve essere previsto un momento istituzionale, come gli Stati Generali, in cui la Regione condivide con i soggetti interessati i risultati ottenuti nel corso di ciascun anno di attuazione, un monitoraggio periodico per verificare il raggiungimento degli obiettivi e l’efficacia delle azioni intraprese, un confronto vero che consenta di definire e concordare eventuali accorgimenti nelle azioni e nelle strategie da intraprendere per il futuro”.
Per quanto concerne la PSA, “ci aspettiamo un impegno più efficace e determinato da parte della Polizia provinciale, degli Atc, dei cacciatori e delle squadre di caccia al cinghiale e di tutti i soggetti che possono contribuire a raggiungere gli obiettivi che propone la Regione, tramite il coordinamento della Cabina di regia e del Commissario”, continua il direttore Cia Toscana, Giordano Pascucci.
Con l’approvazione del Piano faunistico -come da tempo sollecita Cia Toscana- va rivista la governance dell’attuazione dello stesso Piano, attraverso un atto ad hoc per rivedere i ruoli, funzioni e responsabilità degli Atc, oltre al rinnovo degli stessi organi. Questo atto della Regione Toscana dovrà dare maggiore forza alle successive direttive, affinché vengano applicate in maniera efficace e celere.
Con l’attuazione del Piano -ricorda Cia Toscana- dovrà essere posta attenzione al contenimento dei cinghiali e densità faunistica; una gestione delle aree protette, gestione omogenea da parte delle Atc; danni alle produzioni, con la risoluzione e gestione dei danni all'agricoltura. Quindi installazione e manutenzione delle prevenzioni; ritardi negli interventi di controllo (Art. 37) a causa della burocrazia. Va risolta poi l’anomalia sugli indennizzi negli Atc 1 e 2; non vanno utilizzati i fondi Pac; valorizzazione della filiera della carne. Va posta attenzione al tema cambiamenti climatici e calendario venatorio.