28 Aprile 2022 | dal Territorio

Cia Puglia: a rischio l'intera filiera agroalimentare italiana

#commercio #agroalimentare #export #filiera
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La classifica delle regioni in base all'export elaborata dall’Osservatorio economico dell'organizzazione su dati Istat

A rischio l’intera filiera agroalimentare italiana e pugliese. L’effetto a catena sui mercati internazionali ha alimentato una spirale molto negativa, dalla quale sembra sempre più difficile uscire fuori. È quanto denuncia Cia-Agricoltori Italiani della Puglia. Alla base, c’è un insieme di fattori di natura congiunturale, strutturale, geopolitica e speculativa. L’aumento generalizzato dei prezzi di quasi tutte le materie prime e dei costi energetici sta progressivamente erodendo la redditività delle aziende agricole e il settore agroalimentare non riesce più a redistribuire gli aumenti lungo tutta la filiera produttiva. Ad essere penalizzati sono soprattutto gli agricoltori.

Le forti tensioni speculative, conseguenti al conflitto ma non solo, si riverberano sugli scambi commerciali, già in grande affanno. La repentina ripresa della domanda mondiale dopo la prima ondata pandemica e i problemi organizzativi che questa ha determinato nei principali scali di tutto il mondo hanno comportato gravi rallentamenti delle catene di fornitura globali, con aumenti vertiginosi dei costi dei trasporti e dei noli dei container. A ciò, si è aggiunta la guerra in Ucraina che ha un forte impatto diretto sulle filiere ortofrutticole globali.

Cia chiede, perciò, di salvaguardare in via prioritaria tutti i prodotti ortofrutticoli, tenendo conto che è un momento storico davvero fondamentale per il futuro dell’agricoltura. Si condivide la necessità, già espressa dal Copa e dalla Cogeca di fissare gli importi massimi del sostegno per i ritiri dal mercato e delle quantità massime di prodotti assegnati per Stato membro. I ritiri dovrebbero essere organizzati attraverso le organizzazioni di produttori per i loro membri e per i singoli coltivatori che desiderano unire le forze con le OP. I ritiri dovrebbero anche promuovere la distribuzione gratuita di frutta e verdura trasformata per aumentare l’efficacia dell’intervento, per semplificare la logistica e adottare un approccio etico basato sulla solidarietà.

Inoltre, per essere coerenti con l’aumento della spesa per i maggiori costi del programma operativo e per affrontare la difficile situazione per il settore, occorre fornire un sostegno aggiuntivo dell’1 per cento, oltre all’importo massimo dell’aiuto finanziario dell’Unione europea di 4,1 per cento del valore della produzione commercializzata. Ciò è necessario per tenere conto dei maggiori costi e spese.

La Puglia aveva archiviato un anno (il 2021) fatto di luci e ombre. L’Osservatorio Economico di Cia-Agricoltori Italiani della Puglia ha elaborato l’andamento delle esportazioni di olio, vino, pasta e frutta, negli ultimi due anni segnati dalla pandemia.

Per l’olio, si registra una leggera flessione: -1,8 per cento (da 125,6 milioni di euro a 123,3); per il vino, c’è un balzo dell’8 per cento (da 165,6 milioni a 178,9); per pasta, cuscus e altri prodotti farinacei simili, l’andamento è stato pressoché stabile: -0,6 per cento (da 175,1 milioni a 174,2), mentre si registra il tonfo per la lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi: -37,3 per cento (da 227,6 milioni a 142,7). Inoltre, per una maggiore comprensione delle dinamiche nazionali ed internazionali, sono state redatte quattro classifiche delle regioni italiane per altrettanti prodotti, in base al valore delle esportazioni.

Riguardo alla vendita all’estero di oli e grassi, la Puglia, con i suoi 123,3 milioni di euro di fatturato, si colloca al sesto posto, preceduta da Toscana (677,8 milioni); Emilia-Romagna (315,1); Veneto (278,8); Umbria (196,8); Lombardia (164,5).

Riguardo all’export di vino, la Puglia, con i suoi 178,9 milioni di euro di fatturato, si colloca all’ottavo posto, preceduta da Veneto (2.495,3 milioni); Piemonte (1.222,4); Toscana (1.130,2); Trentino-Alto Adige (614,3); Emilia Romagna (409,4); Lombardia (285,7) e Abruzzo (203,7).

Riguardo all’export di pasta, cuscus e prodotti farinacei simili, la Puglia, con i suoi 174,2 milioni di euro di fatturato, si colloca al quinto posto, preceduta da Emilia Romagna (515 milioni); Campania (511); Veneto (350,4) e Lombardia (186,8).

Riguardo all’export di frutta e ortaggi, la Puglia, con i suoi 142,7 milioni di euro di fatturato, si colloca al sesto posto, preceduta da Campania (1.566,7 milioni); Emilia Romagna (719,5); Lombardia (215,7); Trentino-Alto Adige (183,6) e Veneto (172,9). Il principale mercato di destinazione rimane la Unione europea.

 

Esportazioni - Oli e grassi

1)

Toscana

677.833.000

2)

Emilia-Romagna

315.117.000

3)

Veneto

278.848.000

4)

Umbria

196.764.000

5)

Lombardia

164.472.000

6)

Puglia

123.303.000

7)

Piemonte

123.276.000

8)

Lazio

119.519.000

9)

Liguria

105.702.000

10)

Campania

84.962.000

11)

Friuli-Venezia Giulia

81.862.000

12)

Sicilia

55.986.000

13)

Calabria

35.792.000

14)

Abruzzo

22.571.000

15)

Sardegna

5.028.000

16)

Basilicata

4.527.000

17)

Trentino-Alto Adige/Südtirol

2.832.000

18)

Marche

2.271.000

19)

Molise

1.650.000

20)

Valle d’Aosta

246.000

21)

Regioni non specificate

122.000

Italia

2.402.681.000

 

 

 

 

Esportazioni - Vini

1)

Veneto

2.495.342.000

2)

Piemonte

1.222.387.000

3)

Toscana

1.130.150.000

4)

Trentino-Alto Adige/Südtirol

614.304.000

5)

Emilia-Romagna

409.420.000

6)

Lombardia

285.719.000

7)

Abruzzo

203.682.000

8)

Puglia

178.875.000

9)

Friuli-Venezia Giulia

141.615.000

10)

Sicilia

139.165.000

11)

Lazio

82.764.000

12)

Marche

57.665.000

13)

Campania

57.161.000

14)

Umbria

34.457.000

15)

Sardegna

23.527.000

16)

Liguria

21.901.000

17)

Calabria

4.872.000

18)

Molise

3.897.000

19)

Valle d’Aosta

3.442.000

20)

Basilicata

2.788.000

21)

Regioni non specificate

1.679.000

Italia

7.114.811.000

 

 

 

 

Esportazioni - Pasta, cuscus e prodotti farinacei simili

1)

Emilia-Romagna

515.004.000

2)

Campania

511.058.000

3)

Veneto

350.405.000

4)

Lombardia

186.755.000

5)

Puglia

174.165.000

6)

Abruzzo

146.497.000

7)

Molise

95.315.000

8)

Piemonte

81.160.000

9)

Toscana

70.858.000

10)

Trentino-Alto Adige/Südtirol

29.149.000

11)

Basilicata

21.299.000

12)

Friuli-Venezia Giulia

20.623.000

13)

Marche

16.668.000

14)

Sardegna

14.728.000

15)

Umbria

9.437.000

16)

Sicilia

8.946.000

17)

Lazio

7.777.000

18)

Liguria

3.681.000

19)

Calabria

3.283.000

20)

Regioni non specificate

591.000

21)

Valle d’Aosta

n.d.

Italia

2.267.402.000

 

 

 

 

Esportazioni - Lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi

1)

Campania

1.566.720.000

2)

Emilia-Romagna

719.465.000

3)

Lombardia

215.696.000

4)

Trentino-Alto Adige/Südtirol

183.633.000

5)

Veneto

172.855.000

6)

Puglia

142.743.000

7)

Lazio

139.306.000

8)

Piemonte

136.463.000

9)

Toscana

62.334.000

10)

Sicilia

61.614.000

11)

Abruzzo

56.735.000

12)

Marche

33.871.000

13)

Calabria

33.158.000

14)

Liguria

26.455.000

15)

Umbria

20.008.000

16)

Friuli-Venezia Giulia

6.949.000

17)

Basilicata

5.294.000

18)

Molise

3.168.000

19)

Sardegna

2.449.000

20)

Valle d’Aosta

981.000

21)

Regioni non specificate

407.000

Italia

3.590.306.000

fonte: elaborazioni Osservatorio Economico CIA Puglia su dati Istat

 

 

 

 

Esportazioni - Oli e grassi

regioni

2020

2021

variazione

var.%

Valori

Valori

Piemonte

111.804.000

123.276.000

11.472.000

10,3%

Valle d’Aosta

314.000

246.000

-68.000

-21,7%

Lombardia

137.285.000

164.472.000

27.187.000

19,8%

Trentino-Alto Adige/Südtirol

2.308.000

2.832.000

524.000

22,7%

Veneto

182.684.000

278.848.000

96.164.000

52,6%

Friuli-Venezia Giulia

70.614.000

81.862.000

11.248.000

15,9%

Liguria

109.068.000

105.702.000

-3.366.000

-3,1%

Emilia-Romagna

178.292.000

315.117.000

136.825.000

76,7%

Toscana

677.559.000

677.833.000

274.000

0,0%

Umbria

189.347.000

196.764.000

7.417.000

3,9%

Marche

2.619.000

2.271.000

-348.000

-13,3%

Lazio

85.220.000

119.519.000

34.299.000

40,2%

Abruzzo

21.929.000

22.571.000

642.000

2,9%

Molise

1.528.000

1.650.000

122.000

8,0%

Campania

84.196.000

84.962.000

766.000

0,9%

Puglia

125.567.000

123.303.000

-2.264.000

-1,8%

Basilicata

3.481.000

4.527.000

1.046.000

30,0%

Calabria

13.021.000

35.792.000

22.771.000

174,9%

Sicilia

46.230.000

55.986.000

9.756.000

21,1%

Sardegna

5.714.000

5.028.000

-686.000

-12,0%

Regioni non specificate

31.000

122.000

91.000

293,5%

Italia

2.048.812.000

2.402.681.000

353.869.000

17,3%

 

 

 

 

Esportazioni - Vini

regioni

2020

2021

variazione

var.%

Valori

Valori

Piemonte

1.089.876.000

1.222.387.000

132.511.000

12,2%

Valle d’Aosta

2.136.000

3.442.000

1.306.000

61,1%

Lombardia

255.529.000

285.719.000

30.190.000

11,8%

Trentino-Alto Adige/Südtirol

578.738.000

614.304.000

35.566.000

6,1%

Veneto

2.245.147.000

2.495.342.000

250.195.000

11,1%

Friuli-Venezia Giulia

116.509.000

141.615.000

25.106.000

21,5%

Liguria

17.283.000

21.901.000

4.618.000

26,7%

Emilia-Romagna

344.064.000

409.420.000

65.356.000

19,0%

Toscana

971.173.000

1.130.150.000

158.977.000

16,4%

Umbria

28.017.000

34.457.000

6.440.000

23,0%

Marche

54.727.000

57.665.000

2.938.000

5,4%

Lazio

68.742.000

82.764.000

14.022.000

20,4%

Abruzzo

188.358.000

203.682.000

15.324.000

8,1%

Molise

3.202.000

3.897.000

695.000

21,7%

Campania

53.326.000

57.161.000

3.835.000

7,2%

Puglia

165.610.000

178.875.000

13.265.000

8,0%

Basilicata

2.640.000

2.788.000

148.000

5,6%

Calabria

6.577.000

4.872.000

-1.705.000

-25,9%

Sicilia

119.199.000

139.165.000

19.966.000

16,8%

Sardegna

20.217.000 <

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