Cia Puglia: Diga di San Giuliano. A Palagianello canali a secco e uva a rischio
Quarta lettera alla Regione Puglia in poco più di tre mesi. D'Amico e Rubino: "Situazione drammatica, ora o mai più"
"Non c'è più tempo da perdere, la misura è colma". È la denuncia di Cia Due Mari, che a distanza di poco più di un mese dall'ultima nota formale ha inviato la quarta segnalazione in tre mesi e mezzo ai vertici della Regione Puglia sulla gestione della Diga di San Giuliano, contestata dall'organizzazione agricola perché ritenuta arbitraria e unilaterale da parte della Basilicata.
Nonostante le precedenti segnalazioni, secondo Cia Due Mari la gestione lucana dell'infrastruttura continua a non rispettare il principio di comproprietà al 50% con la Puglia, con ripercussioni sulla disponibilità della risorsa idrica nel versante pugliese e tarantino.
"La Basilicata continua a calpestare palesemente la comproprietà della diga di San Giuliano, gestendo l'infrastruttura in modo totalmente unilaterale e incurante dei danni enormi che sta provocando al nostro territorio -dichiara il presidente Cia Due Mari, Giannicola D'Amico-".
I dati evidenziati dall'organizzazione descrivono una situazione critica: a fronte di una richiesta pugliese di 1.000 litri al secondo, ne vengono erogati circa 600. Una riduzione che sta creando difficoltà soprattutto a Palagianello, dove, secondo Cia, l'acqua non riesce ad arrivare con regolarità.
A risentirne è in particolare il comparto ortofrutticolo e, nello specifico, quello dell'uva da tavola. Con prodotto ancora invenduto sui ceppi, gli agricoltori hanno bisogno di acqua di mantenimento per sostenere piante e vigneti provati da una stagione estiva caratterizzata da temperature elevate e prolungate.
"Ci troviamo di fronte a una situazione drammatica e paradossale. La Basilicata utilizza l'acqua della diga già dal mese di gennaio, mentre la Puglia vi accede solo da aprile-maggio. Viene da chiedersi, ironicamente, se la Basilicata disponga improvvisamente di sterminate coltivazioni di risaie, considerati i volumi d'acqua impiegati rispetto agli ettari effettivamente coltivati -afferma il direttore Cia Due Mari, Vito Rubino-".
Per Cia Due Mari non sono più sufficienti rinvii o soluzioni parziali. L'organizzazione chiede un confronto urgente e diretto tra i presidenti delle due Regioni, Antonio Decaro e Vito Bardi.
"I nostri governatori si incontrino subito per sbrogliare una volta per tutte questa matassa e restituire dignità e diritti agli agricoltori pugliesi -concludono D'Amico e Rubino-".