dal Territorio
Cia Piemonte: agricoltura cubana in cattedra
28 Settembre 2018

L'agricoltura cubana al centro di due giornate di formazione e confronto con Cia Piemonte e ospiti del mondo accademico e esperti arrivati in Piemonte direttamente da Cuba.

Primo appuntamento a Torino, la conferenza stampa dedicata ad una panoramica sul settore in terra cubana e relative prospettive, tenutasi nella sede regionale di Cia con Amelis Beaton Castellanos, specialista presso l’Associazione cubana di medicina veterinaria, Hortensia Martine del Valle, ingegnere meccanico e produttrice agricola, Nilde Iglesias Domecq, master in scienze e divulgatrice della permacultura, delegate di Terra Madre. quadro della situazione e delle prospettive dell’agricoltura cubana. Ha introdotto l'incontro il professor Pier Carlo Porporato del dipartimento di Medicina veterinaria dell’Università di Torino, in rappresentanza del Centro Studi Italia Cuba.

A fare gli onori di casa il presidente regionale Cia, Gabriele Carenini, che ha sottolineato l’importanza degli scambi di esperienze tra agricoltori di diverse realtà e la presidente regionale di Donne in Campo, Lucia Dentis. Presenti anche il direttore regionale Cia, Giovanni Cardone, il presidente e il vice presidente della Cia di Torino, Roberto Barbero e Pierangelo Cena.

L’agricoltura cubana, hanno spiegato le relatrici, é stata rimodellata in modo sostenibile. Il biologico è diventato la norma ed é in crescita anche la permacultura. Il trattamento e il riuso delle acque reflue stanno diventando sempre più comuni, cosi da rispondere alle forti richieste di acqua del mondo agricolo. Le grandi aziende statali sono state divise in piccole cooperative in cui gli agricoltori sono incentivati all’uso di metodi alternativi non impattanti sull’ambiente. Grande sviluppo a Cuba ha avuto anche l’agricoltura urbana. Dai tetti ai balconi, dai cortili ai piccoli appezzamenti. Tutto il terreno di Cuba viene sfruttato per produrre ortaggi a chilometro zero che garantiscono un’alimentazione sana basata su prodotti biologici.

La trasformazione del sistema agricolo cubano da convenzionale in biologico è avvenuto per necessità a seguito del periodo di grave crisi seguito alla caduta dell’Urss (il cosiddetto “periodo speciale”) durante il quale erano venuti a mancare concimi chimici, insetticidi ed anche metà del carburante, ma la scelta fatta sotto la spinta della necessità, pur nelle sue imperfezioni, si è rivelata una buona scelta.

La due giorni si è conclusa ieri ad Avigliana con un dibattito aperto sulle prospettive di cooperazione e sviluppo tra Cuba e la valle di Susa. Focus del brainstorming anche su: agricoltura biologica, permacultura, accoglienza e dello sviluppo tecnologico in agricoltura. Conclusioni e concerto con artisti italo-cubani nella Sala consiliare. 

 


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