dal Territorio
Cia Padova: vitivinicolo sempre più verso sostenibilità e biologico
05 Dicembre 2019

Il Direttore Antonini: “Ora serve incentivare la ricerca e rafforzare i Consorzi di tutela”

In un contesto di rallentamento del tasso di vendita dei vini veneti, con aumento della concorrenza, le prospettive di reddito dei viticoltori restano comunque stabili, e il comparto manifesta un approccio dinamico verso il futuro. Cresce, infatti, l’attenzione al biologico e alla sostenibilità. Nel corso dell’incontro organizzato da Cia-Agricoltori italiani di Padova, svoltosi ieri a Vo’, nel cuore dei Colli Euganei, sono stati forniti dati importanti sul settore, a partire dal sempre maggiore interesse dei viticoltori per il biologico: a livello nazionale, la superficie destinata alla coltivazione di vino biologico è pari a 103.545 ettari, e in Veneto si contano 999 aziende vitivinicole biologiche, per un totale di superficie coltivata pari a 5.935 ettari.

A Padova, si contano 149 aziende dedite alla coltivazione di uva biologica, per 612 ettari, su una superficie complessiva di 7.512 ettari dedicata al vitivinicolo. Questi dati fanno si che il territorio dei Colli Euganei sia considerato il 2° bio-distretto regionale riconosciuto dopo quello veneziano, con aziende agricole sempre più interessate a investire nel comparto.

L’altro tema di importanza centrale per il mondo agricolo, e dunque anche per il vitivinicolo, è quello della sostenibilità: il settore primario sta portando maggiore attenzione all’utilizzo dei fitofarmaci nella coltivazione. Una loro riduzione, infatti, è garanzia di sicurezza per la qualità dell’alimentazione della cittadinanza, e garanzia di difesa per l’ambiente. A tale proposito, la delibera della Regione Veneto in materia, da risposte concrete al cittadino: essa, infatti, prevede che ciascun Comune individui le proprie zone vulnerabili, frequentate dalla popolazione, come scuole, ospedali, centri parrocchiali e centri rieducativi, in modo da tutelarle rispetto all’utilizzo dei fitofarmaci. In nove anni, l’utilizzo di fitofarmaci in agricoltura si è ridotto del 30%, con grande impegno da parte degli agricoltori, che hanno investito nel rispetto ambientale e della salute della popolazione. La Regione, inoltre, metterà a bando dei finanziamenti destinati alle aziende agricole, perché si dotino delle attrezzature per l’irrorazione anti-deriva, in modo da evitare che il fitofarmaco si disperda nell’ambiente.

Maurizio Antonini, Direttore di Cia-Agricoltori italiani di Padova: “Il vitivinicolo veneto e padovano si dimostra molto vivace e attento ai cambiamenti, ma per affrontare le nuove sfide determinate dalla concorrenza con i mercati stranieri è necessario rafforzare il ruolo dei Consorzi di tutela, dare maggiore spazio ai giovani agricoltori, potenziare e investire nella ricerca e nell’innovazione”.


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