Cia Padova: un’annata agraria tra molte ombre e poche luci
Il punto alla vigilia della festa di San Martino
Nella Bassa, l'area maggiormente vocata all'agricoltura, e più in generale in tutta la provincia di Padova, la stagione agraria è stata caratterizzata da un andamento altalenante. Cia-agricoltori italiani Padova traccia un bilancio alla vigilia della ricorrenza di San Martino, tradizionalmente considerata il termine dell'annata agraria e celebrata con la festa del ringraziamento. Il caldo torrido e persistente della scorsa estate, insieme all'aumento a due cifre dei costi di carburanti e fertilizzanti, ha creato le condizioni per una vera e propria tempesta perfetta.
In calo le produzioni di mais e soia, con perdite che hanno raggiunto rispettivamente il 50% e il 40%. Andamento poco soddisfacente anche per il grano duro e tenero, i cui chicchi si sono seccati rapidamente, sviluppando una minore quantità di farina. Il granoturco, in particolare, sta gradualmente scomparendo dagli appezzamenti agricoli nella fascia che va dal Montagnanese al Conselvano, passando per il Monselicense, perché si tratta di una coltura fortemente idroesigente. Lo sottolinea il presidente della zona Cia Este-Montagnana, Emilio Cappellari: "Ormai il mais viene prodotto solamente al fine di ricavarne insilato, buono per gli impianti a biogas".
A pesare è anche il mancato adeguamento dei prezzi agricoli, ovvero di quanto viene riconosciuto ai singoli produttori, rimasti sostanzialmente invariati rispetto agli ultimi due anni. Nel frattempo, invece, le spese aziendali sono aumentate sensibilmente.
Per quanto riguarda la frutta, annata negativa per le pere, che proseguono la loro parabola discendente: la produzione ha registrato un calo di almeno il 20% rispetto allo scorso anno, anche a causa degli attacchi della cimice asiatica, contro la quale non è stato ancora individuato un rimedio efficace. Pesche, nettarine e mele hanno invece fatto registrare raccolti nella norma, ma con frutti di pezzatura inferiore rispetto al consueto, sempre per effetto delle temperature anomale.
Tra le colture autunno-vernine, i radicchi si stanno sviluppando regolarmente, mentre le coste hanno subìto attacchi da parte degli insetti. Buone prospettive, al momento, per il cavolo nero e il finocchio. Sui Colli, invece, la vendemmia è stata molto positiva, sia in termini di quantità sia di qualità.
Il comparto lattiero-caseario sta lentamente recuperando dopo un anno particolarmente difficile: da ottobre 2025 e per diversi mesi, produrre un litro di latte è costato agli allevatori più di quanto venisse loro riconosciuto.
"Si chiude un'annata molto complicata, sotto ogni aspetto -commenta il presidente di Cia Padova, Luca Bisarello-. Un esempio su tutti: dalla primavera a oggi il gasolio agricolo è passato da 0,70 euro al litro a punte di 1,60 euro nelle ultime settimane".
Un altro nodo centrale è quello della disponibilità di acqua per l'irrigazione. "Chi ha potuto ha irrigato, soprattutto da fine maggio a metà agosto. Si tratta, tuttavia, di operazioni costose e i margini di guadagno si sono ulteriormente ridotti".
Di fronte a queste criticità, prosegue Bisarello, "due settimane fa abbiamo organizzato una mobilitazione, confluita in piazza Montecitorio". Tra i risultati ottenuti, il Governo ha messo a disposizione 60 milioni di euro a fondo perduto, con un contributo fino a 45 centesimi al litro per gli acquisti di gasolio agricolo effettuati dal 1° giugno al 15 ottobre. Un intervento che, tuttavia, non è sufficiente a risolvere le difficoltà del comparto. "Ora servono misure strutturali per salvare il settore", conclude il presidente di Cia Padova.