25 Febbraio 2026

Cia Padova: subito un tavolo di confronto su settore bieticolo-saccarifero

#ortofrutta #territorio
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La proposta della Confederazione dopo l’annuncio della sospensione stagionale temporanea dello storico zuccherificio di Pontelongo

“Chiediamo un tavolo di confronto nazionale con tutti gli attori del comparto bieticolo-saccarifero per addivenire ad un generale rilancio della produzione di zucchero 100% italiano”. La proposta viene avanzata da Cia-Agricoltori Italiani Padova il giorno dopo l’annuncio da parte di Coprob della sospensione stagionale temporanea dello storico zuccherificio di Pontelongo.

“Pure se si tratta di un’interruzione -sottolinea il direttore di Cia Padova, Maurizio Antonini- esprimiamo forte preoccupazione per il futuro del settore”. Drastica la riduzione degli ettari coltivati a barbabietola da zucchero (oltre un -50%), sia nel padovano che nelle altre zone più vocate del Veneto (su tutte, il Polesine e il veneziano). Fra le cause, i mutamenti climatici, che non garantiscono una produzione regolare come un decennio fa, una scarsa valorizzazione dello zucchero italiano, pure da parte delle Istituzioni, e delle regole oltremodo stringenti imposte dall’UE rispetto all’utilizzo di fitosanitari.

“Cosa, quest’ultima, che non accade nei Paesi del Mercosur -precisa lo stesso direttore Antonini-. Dal Brasile, in particolare, importiamo quantità importanti di zucchero di canna; ecco perché è strategico il principio della reciprocità”. La crisi del bieticolo-saccarifero comporta conseguenze negative per i lavoratori stagionali, i contoterzisti e, genericamente, tutto l’indotto. Peraltro, le qualità e le potenzialità della barbabietola sono enormi: si tratta di una radice che va a spaccare in profondità gli appezzamenti agricoli, smuovendo la terra in maniera del tutto naturale e permettendo così una corretta rotazione dei terreni. Non solo. Rilascia delle sostanze nutritive utili per le coltivazioni successive quali, ad esempio, il grano e il mais.

“Il confronto che domandiamo, a livello nazionale, è orientato a trovare una soluzione condivisa relativamente ad un segmento che ha ampi margini di crescita”. Sicuramente bisognerà investire sulle Tea, Tecniche di evoluzione assistita, ovvero quei metodi genetici che permettono di rendere più resistenti le barbabietole a malattie o siccità, senza inserire geni “estranei” come negli OGM tradizionali. “Rappresentano il futuro dell’agricoltura -conclude il direttore-. Sempre di più siamo tenuti ad adattarci ai cambiamenti climatici per un solido mantenimento, e sviluppo, dell’agroalimentare”.