01 Luglio 2026

Cia Padova: solo 10 giorni di autonomia per l’agricoltura della Bassa

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Ancora dieci giorni di autonomia per la Bassa. Dopodiché, se nel frattempo non pioverà (peraltro in maniera importante, non basterà una precipitazione di un paio d’ore), scatteranno i primi stop all’irrigazione agricola. Stando all’ultimo report sul tema di Cia Padova preoccupa, in particolare, il fiume Adige la cui portata è già adesso sotto la soglia critica.

“In caso di persistente siccità e caldo anomalo da qui alla prossima settimana -spiega Cia Padova- il protocollo prevede di dare priorità al servizio idrico domestico. Ovvero, potrebbero non essere garantite le portate delle derivazioni quali scoli e canali secondari”. In pratica, non verrebbe più assicurata la risorsa idrica a qualsivoglia coltivazione.

Si tratta di uno scenario nefasto, ma di fatto non impossibile. “Già in questi giorni il cosiddetto mais non irriguo, cioè quello che non viene raggiunto dall’irrigazione artificiale, ha subìto danni pari al 35% del potenziale raccolto -sottolinea il presidente della zona Este-Montagnana di Cia, Emilio Cappellari-. Le alte temperature hanno letteralmente bruciato la pianta; la spiga non è riuscita a portare a termine la maturazione. Ogni giorno che passa tale percentuale aumenta dell’ordine di un +5%. Un disastro”.

E c’è un ulteriore aspetto da tenere in considerazione, come precisa Cappellari: “La stessa irrigazione, quand’anche continuasse a venire garantita, rischia di non essere sufficiente poiché l’acqua evapora in poco tempo. Fa troppo caldo”.

Stando allo studio di Cia Padova, dunque, siamo vicini al punto di non ritorno. “Per quanto riguarda i seminativi, su tutti il granoturco e la soia, basterebbe arrivare alla fine di luglio mediante l’irrigazione di soccorso per salvare la stagione. Tuttavia, avanti di questo passo non è detto che si tagli quel traguardo”.

Per non parlare delle orticole (in particolare i meloni e le angurie): hanno costantemente bisogno di acqua. “Siamo in una fase di preallerta -prosegue il presidente zonale-. Presto, però, potrebbe essere dichiarata l’emergenza da parte delle autorità competenti, con conseguenze pesantissime in termini economici e ambientali”.

Sorvegliati speciali pure il Po e il Brenta, anch’essi ben al di sotto della soglia minima. “Non possiamo sempre rincorrere le crisi -osserva il presidente di Cia Padova, Luca Bisarello-. Le istituzioni sono tenute ad ascoltare le istanze degli agricoltori: servono piani ad hoc per gestire situazioni come questa. È necessario realizzare dei bacini di contenimento in grado di accumulare la risorsa allorché viene tutta su un momento, per poi rilasciarla – gradualmente – all’occorrenza”. “Le emergenze vanno governate prima che accadano -conclude Bisarello-. Anche perché annate come l’attuale saranno la nuova normalità”.