Cia Padova: falda del Brenta già sotto la soglia. Serve un piano idrico emergenziale
Nessun allarmismo. Ma nel marzo di quest’anno la falda del Brenta è risultata inferiore di un metro e dieci centimetri rispetto allo stesso periodo del 2025. Lo scorso inverno, peraltro, non si sono verificate nevicate importanti in montagna, mentre fino ad ora la primavera non è stata per nulla piovosa in pianura. Sarà un’altra estate come quella del 2022, caratterizzata da una prolungata siccità? “È troppo presto per dirlo -chiarisce Cia Padova- In ogni caso, ci stiamo preparando a qualsiasi scenario”.
“Da adesso in poi iniziano le diverse semine -osserva il direttore di Cia Padova, Maurizio Antonini-. Si tratta di una fase molto delicata. Il mais, in particolare, è una coltura idroesigente. Se è vero da qui a metà maggio, stante questa situazione, non andremo incontro ad alcuna criticità, è altrettanto vero che se non dovesse piovere, alla fine del mese registreremo i primi problemi”. Le cui conseguenze potrebbero essere, fra le altre, meno rese e minore qualità delle varie colture. Motivo per cui, precisa il direttore, “serve già adesso un piano finalizzato alla programmazione idrica emergenziale”. Detto altrimenti, gli enti preposti saranno tenuti a garantire all’agricoltura acqua a sufficienza, pure in caso di mesi, i prossimi, particolarmente siccitosi. “Nello specifico, chi ha competenza in materia è l’Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi Orientali -spiega lo stesso Antonini-. All’occorrenza ha facoltà di intervenire invitando le Regioni limitrofe alla nostra, il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia, a mettere a disposizione la risorsa idrica a favore delle nostre campagne”.
In altri termini, vi è la necessità di fare squadra nell’area del Nordest. “Il comparto agroalimentare è strategico per l’intero sistema Paese. Non devono esistere confini quanto a utilizzo dell’acqua”. Bisogna, inoltre, investire adeguate risorse per evitare ogni tipo di spreco. “Non possiamo permetterci di sprecare nemmeno una goccia. A tale proposito, vanno finanziati gli impianti di irrigazione di precisione. Che il clima sia cambiato è un dato assodato -conclude il direttore di Cia Padova-. Le Istituzioni sono chiamate a prendere tutti quegli opportuni provvedimenti che vadano nella direzione della salvaguardia della filiera”.