Cia Padova: per il miele dei Colli Euganei una stagione sull’altalena
Il miele dei Colli Euganei sull’altalena. Quasi azzerata la produzione di quello di tarassaco e colza, vengono invece registrate modeste quantità di acacia. “Sono le dirette conseguenze dei cambiamenti climatici -sottolinea Cia Padova-. Aggiungiamoci poi l’aumento delle spese, su tutte i trattamenti da effettuare. Oggi portare avanti un’attività di apicoltura è molto complicato”.
Fino ad ora la primavera è stata particolarmente critica: dapprima il caldo anomalo, fuori stagione, ha fatto sbocciare i fiori. Dopodiché le temperature si sono nuovamente abbassate. Non solo. Il vento ha fatto cadere i fiori, mentre le ultime piogge hanno sferzato il colpo del ko. “Cerchiamo di barcamenarci tra mille difficoltà -osserva Gloria Pagliuca, storica apicoltrice di Torreglia-. Tanto per dare l’idea, quest’anno non prevediamo di preparare i vasi miele di tarassaco e colza da 1 kg. Solo mezzo kg, proprio a motivo della scarsità di produzione”. Con un meteo tanto ballerino, precisa, “le prime spighette del castagno si stanno già trasformando in fiori, con un anticipo di almeno un mese sulla tabella di marcia. Vi sono molteplici incognite, non è possibile programmare alcunché”.
L’area del Parco Colli, spiega Pagliuca, è tutta vocata al miele: “Ma gli sbalzi di temperatura e il costante alternarsi di sole e pioggia non fanno bene né alle piante, né alle api. E consideriamo che col vento non si muovono nemmeno”.
Peraltro, decine di apicoltori sono soliti portare le loro arnie dalla pianura agli Euganei. “Tuttavia, con tutto quello che attualmente costano i carburanti serve trovare un giusto equilibrio, altrimenti si rischia di lavorare in perdita. La parola chiave, allora, è multifunzionalità. Vivere di sola produzione di miele non è più fattibile”.
Sono oltre 1.000 gli apicoltori padovani censiti negli appositi registri, per un fatturato medio che supera i 20 milioni di euro all’anno. “Si tratta di un comparto di nicchia, da far crescere con azioni mirate -evidenzia il presidente di Cia Padova, Luca Bisarello-. Il riconoscimento MAB Unesco degli Euganei è un valore aggiunto in tal senso”. In altri termini, prosegue, “siamo tenuti a far conoscere i Colli ai turisti italiani e stranieri non solamente per il vino o per l’olio, ma pure per il miele pregiato; soprattutto adesso che si è aperta la bella stagione”.
Per quanto riguarda i Colli, infine, “gli agricoltori sono pronti a un confronto con gli enti preposti per centrare l’obiettivo di un reale potenziamento, a tutti i livelli, di tutta la zona nel segno della compatibilità tra ambiente ed attività economiche”, conclude Bisarello.