19 Marzo 2026

Cia Padova: Olio dei Colli Euganei tra i primi in Italia

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Gran Menzione per l’olio extravergine fruttato leggero all’ultima edizione del Sol Expo di Verona, il premio come miglior olio veneto dell’Airo, Associazione Internazionale ristoranti dell’olio, una Gold metal al Concorso Monocultivar olive oil. Il Frantoio di Cornoleda di Cinto Euganeo fa (ancora una volta) il pieno di riconoscimenti.

"Questi attestati -commenta il titolare Devis Zanaica, che da diciotto anni porta avanti l’attività insieme alla moglie Jaci- rappresentano molto più di una vittoria. Sono la conferma del lavoro quotidiano, della cura per ogni oliva e del profondo legame con i Colli Euganei”. Non è il risultato del singolo Frantoio, osserva, “piuttosto di un lavoro di squadra coi produttori di tutta l’area”. Ecco perché “desideriamo condividere tali gratificazioni con chi, ogni giorno, continua a scommettere sulla qualità del nostro olio. Il quale, peraltro, non ha nulla da invidiare rispetto a quelli più blasonati del Sud Italia”. Non solo. Il Frantoio di Cornoleda può vantare la prima certificazione biologica dei Colli. “Per noi la terra è viva, e ci parla attraverso il frutto dell’albero che amiamo di più”. 

Da sempre, peraltro, Cia Padova crede nella peculiarità dell’olio dei Colli. “Possiede delle caratteristiche organolettiche uniche al mondo -spiega Emilio Cappellari, presidente della zona Cia Este-Montagnana-. Sui tavoli istituzionali promuoviamo una valorizzazione del prodotto stesso. In tal senso il brand MAB Unesco può contribuire a far conoscere ancor di più le eccellenze del territorio”. Sullo sfondo rimangono, però, diverse criticità. In particolare, gli effetti dei mutamenti climatici stanno mettendo a rischio proprio la produzione di olio.

“Di fronte a tante e tali incertezze -chiarisce Cappellari- alcuni imprenditori agricoli si trovano costretti ad abbandonare i loro storici ulivi. Lanciamo un appello al mondo della politica: occorre programmare appositi ristori allorché si presentano annate difficili”. Ovvero, conclude, “va rimesso al centro un settore dalle enormi potenzialità, in parte inespresse”.