dal Territorio
Cia Padova: i mercati contadini "riqualificano" piazza De Gasperi
26 Gennaio 2021

I banchi dei prodotti tipici sono come delle sentinelle. Col Covid, però, la clientela è mutata

Il mercato contadino Cia-Agriocoltori Italiani di piazza De Gasperi “riqualifica” il quartiere e ne migliora la qualità di vita. Il venerdì mattina, dalle 8 alle 12.30, qui sono presenti nove banchi con i prodotti tipici del territorio: ortofrutta, salumi e carni, formaggi caprini e di latte vaccino, pane e prodotti da forno, farine, miele, fiori, piante e frutta di stagione.

“I nostri agricoltori svolgono un servizio essenziale a favore della comunità -sottolinea Marco Zambon, presidente dell’associazione "Dalla Terra alla Tavola"- soprattutto a beneficio dei residenti più anziani. Quelli, cioè, che non hanno la possibilità di andare troppo distante da casa a fare la spesa. I generi alimentari proposti sono freschi e di elevata qualità”. Non solo. La semplice presenza dei banchi, come afferma lo stesso presidente, “si trasforma in un vero e proprio presidio dell’intero rione, dove in passato si sono verificati diversi episodi di microcriminalità”. Gli imprenditori agricoli, dunque, come delle sentinelle che hanno il merito di far rivivere la città.

“Tanti cittadini ci ringraziano, dicono che -continua Zambon- da quando siamo in questa piazza è aumentata la percezione della sicurezza in tutta l’area. Ci sentiamo responsabilizzati e, nel contempo, orgogliosi di questo ruolo. Non appena sarà possibile programmeremo alcune attività di animazione, in stretta collaborazione con il Comune, legate alla promozione delle nostre eccellenze. Sarà l’occasione per rilanciare ancor di più il mercato contadino. Peraltro non ci siamo mai fermati, nemmeno durante i mesi di lockdown severo”. Nel frattempo, però, è mutata la clientela: “Prima della pandemia venivano a fare acquisti pure i dipendenti degli uffici che si trovano in zona. Oggi,  -sottolinea- per via dello smart working, tanti dipendenti lavorano direttamente dalle loro abitazioni e, di conseguenza, non si muovono più. Se da una parte abbiamo perso questa fetta di clientela, dall’altra, appunto, si sono avvicinati molti residenti che non ci conoscevano. Il fatto che ritornino ci fa ben sperare, significa che siamo sulla strada giusta”.

Stando al “Rapporto sulla domanda e l’offerta dei prodotti alimentari nell’emergenza Covid-19”, redatto da Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), subito dopo il prolungato lockdown il settore delle vendite dirette (che comprende, appunto, i mercati contadini) ha registrato un +14%, in media, in Veneto. “Un dato molto significativo -aggiunge Zambon- che dà la cifra dell’importanza del comparto, soprattutto in questo particolare contesto storico. Le famiglie stanno sempre di più prediligendo i prodotti buoni, genuini, supergarantiti e controllati”. Proprio grazie alla vendita diretta, precisa, “siamo in grado di accorciare la filiera. Vi sono meno passaggi, a tutto vantaggio del consumatore finale. Si va così verso un consolidamento di un rinnovato rapporto di fiducia tra i clienti e le aziende agricole. In pratica, un legame con il territorio: questo, peraltro, è uno degli obiettivi che da sempre ci siamo prefissi”.


Tags: #venditadiretta #criminalità #mercati

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