Cia Padova: buona annata per la frutta del Camposampierese
Si prospetta un’ottima stagione per la frutta, soprattutto nel Camposampierese, area particolarmente vocata. Si tratta dei primi risultati di un report redatto da Cia Padova. Fanno eccezione le fragole, la cui produzione è risultata in calo di un 15-20% rispetto allo scorso anno a causa dell’attacco del ragnetto rosso, un insetto che ne compromette il regolare sviluppo vegetativo (oltre che a motivo degli sbalzi di temperatura registrati a maggio). Buona la resa delle ciliegie, con almeno un +10%. Per quanto riguarda le albicocche, fa sapere Cia Padova, “siamo ancora agli inizi della campagna di raccolta. In ogni caso, le premesse sono di alto livello: +15%, e qualità buona”. Molto cariche anche le piante di pesche e nettarine.
“Questa potrebbe essere un’annata record -sottolinea il presidente della zona Cia di Camposampiero, Fabio Carraro-. Sempre che, nel frattempo, non si verifichino nubifragi e grandinate. In pochi minuti può venire distrutto il lavoro di un anno intero”. Dovrebbe essere una stagione molto positiva pure per i meloni e le angurie. “Resta però da capire quanto le frequenti piogge dell’ultimo periodo abbiano influito sul gusto”, aggiunge lo stesso presidente.
Relativamente alle susine e alle prugne, “ci aspettiamo un’annata nella media, dato che il picco di produzione si è verificato nel 2025”. Idem per le mele, la cui raccolta inizierà a settembre. Male invece le pere. Da un lustro a questa parte, osserva Carraro, “le superfici dedicate sono crollate dell’80%, sia nell’Alta che nella Bassa Padovana. La cimice asiatica, che non è ancora stata debellata, azzera o quasi le rese”. Sullo sfondo restano le criticità riconducibili agli aumenti del costo dell’energia, del gasolio agricolo e dei trattamenti (fino ad un +30-40%). Come se non bastasse, agli imprenditori agricoli non viene riconosciuto un equo reddito. Fatto 100 il prezzo della frutta che si trova sugli scaffali dei supermercati, ai produttori rimane un margine di circa il 15%. “Il rimanente si perde lungo la filiera, con rincari talvolta complicati da intercettare”. Motivo per cui, chiosa il presidente di Cia Padova, Luca Bisarello, “al mondo della politica chiediamo dei sostegni strutturali. Tutti gli attori sono tenuti a rimettere davvero al centro l’agroalimentare”.
“Oggi più che mai fare agricoltura significa cimentarsi in un’attività di resistenza. In questo quadro, diversificare è l’unica maniera per tentare di rimanere sul mercato. Ai cittadini rivolgiamo un appello -conclude-. Prediligete la frutta e la verdura di stagione e del territorio, al fine di tener vivo il tessuto economico-sociale delle nostre comunità”.