21 Marzo 2023 | dal Territorio

Siccità: Cia Padova, rischio perdite del 50% per asparago Pernumia e Alta

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Annata agraria drammatica a causa della perdurante siccità

Quella in corso rischia di passare alla storia come un’annata agraria drammatica, peggio ancora del 2022. A tale riguardo è particolarmente significativo il caso dell’asparago di Pernumia e dell’Alta Padovana (quello, cioè, che viene coltivato nel territorio che va da Campo San Martino a Cittadella): a causa della perdurante siccità, infatti, si rischia una minore produzione del 50%. Numeri, questi, mai visti a memoria d’uomo nel padovano. Proprio negli ultimi giorni sono spuntate le puntine delle varietà precoci e degli asparagi verdi, in pieno campo. Tuttavia, osserva il vicepresidente di Cia-Agricoltori Italiani Padova, Luca Bisarello, "se non dovesse piovere da qui ai prossimi dieci giorni la situazione diventerà complicatissima". Ovvero, in quegli appezzamenti agricoli dove non sarà possibile irrigare la produzione potrebbe subire delle perdite ingenti.

"È adesso che gli asparagi hanno bisogno di acqua per un corretto ed equilibrato sviluppo vegetativo -continua Bisarello-. A causa della mancanza della pioggia, invece, sembrano perfino essersi bloccati”. Non solo. Qualora tra fine marzo e inizio aprile si verificassero delle gelate tardive, il disastro sarebbe completo. Peraltro la provincia di Padova è la prima, a livello veneto, per superfici dedicate all’asparago, con 690 ettari totali (dati Veneto Agricoltura). Concentrati, appunto, tra i sette Comuni che fanno parte del Consorzio per la tutela dell’asparago di Pernumia (Pernumia, Monselice, Galzignano, Battaglia, Cartura, San Pietro Viminario e Due Carrare) e del Cittadellese.

“In queste zone i terreni sono particolarmente adatti -sottolinea il presidente di Cia Padova, Luca Trivellato-. Oggi un kg di asparagi si trova sugli scaffali dei supermercati tra i 6 e gli 8 euro al kg; mentre per un kg di asparagi, al singolo imprenditore agricolo viene riconosciuta una cifra che va dai 2,5 ai 4 euro. Ma vanno comunque tolte le spese, comprese quelle per l’irrigazione. Sullo sfondo rimane il grande tema dell’equo reddito -prosegue Trivellato-. Giova ricordare che agli agricoltori rimane solamente il 15%, se è tanto, del prezzo finale del prodotto che si trova sugli scaffali dei supermercati”. L’appello che Cia Padova lancia alle Istituzioni, locali e nazionali, è quello di sostenere il primario con delle misure concrete, che non si traducano soltanto con dei contributi a fondo perduto.

"In altri termini -chiarisce Trivellato- chiediamo di essere messi nelle condizioni di lavorare in maniera dignitosa a favore della collettività”. Desideriamo, infine, "proseguire la nostra campagna per promuovere tutti i prodotti made in Italy, così da dare respiro al tessuto economico locale. In questo senso va letto l’indissolubile legame fra le aziende agricole e il territorio: le une trainano l’altro, e viceversa”.


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