dal Territorio
Cia Matera: al via campagna uva da tavola
30 Agosto 2019

Nel Metapontino partenza in ritardo e prezzi ingrosso non remunerativi

Partita in ritardo e concentrata quasi esclusivamente nel Metapontino, la stagione dell'uva da tavola in Basilicata, risente di prezzi all'ingrosso scarsamente remunerativi per i produttori. A sostenerlo è Cia-Agricoltori Italiani Matera che, a tal riguardo, fa riferimento ai prezzi Ismea.

Al 23 agosto scorso, infatti, questa la situazione: varietà Italia 0,73 euro al kg (quotazione stazionaria rispetto alla settimana precedente); Apirene 0,68 euro al kg (meno 15,6% in una settimana); Palieri 0,60 euro al kg (meno 4%). Per la quotazione della qualità Vittoria il riferimento è il mercato pugliese (Bari) tra 0,35 e 0,48 euro al kg (meno 17% in una settimana).

Il ritardo nella maturazione dell'uva per le condizioni meteo della tarda primavera come anche in Puglia, -commenta Cia Matera- ha fatto strada ai produttori spagnoli, che in queste settimane sono stati molto competitivi. Vero è anche che nei mesi estivi la domanda di uva da tavola è tendenzialmente timida per la predominanza di altra frutta di stagione.

I giochi, -agginge la nota- non sono comunque ancora fatti e la campagna vendite è appena iniziata. Va detto, infatti, che sono cambiati i gusti dei consumatori: in Italia l’uva da tavola è percepita come un prodotto di qualità: non premia più l’uva convenzionale, premia il prodotto extra e innovativo. Prosegue poi, il trend di crescita dei consumi di uva seedless, soprattutto tra le giovani generazioni, anche se l’apprezzamento italiano resta lontano dai livelli di gradimento di altri Paesi europei. Anche in Italia il consumatore di uva da tavola sta diventando, dunque, più esigente, sta crescendo l’attenzione al packaging, studiato, per single o per coppie. Naturalmente anche l’Italia, non è indenne dalla moda delle uve senza semi, le uve brevettate incontrano, infatti, i gusti del consumatore per via della croccantezza, per via di una serie di caratteristiche intrinseche che fanno la differenza in termini di qualità e di gusto.

Per Cia di Matera, l'attenzione va posta sulla tutela delle produzioni di grande qualità del Metapontino che nel giro di dieci anni sono passate da 192.000 quintali del 2008 (per una superficie di 820 ettari) a 120.500 quintali del 2018 (con una superficie dimezzata, di 474 ettari). In provincia di Potenza sono solo 11 gli ettari di coltivazione per una produzione di 2.900 quintali.

"Per la raccolta -sottolinea Giuseppe Stasi, presidente Cia Matera- si conferma come per altre colture, il problema della carenza di manodopera stagionale in modo particolare in quelle aziende dove la raccolta e contemporaneamente la lavorazione del prodotto pronto per essere spedito nei mercati, avviene direttamente nei campi. Al contrario, invece, dove la raccolta avviene in modo grezzo per poi essere lavorato ed imballato nei magazzini e quindi necessita di meno manodopera nei campi. Il comparto dell’uva da tavola per tornare a crescere e ottenere più competitività -evidenzia ancora Stasi- necessita prima di tutto politiche che valorizzino sempre di più l’aggregazione del prodotto perché, solo tramite una maggiore cooperazione e concentrazione nella filiera, ci saranno migliori condizioni e opportunità di affrontare con successo i mercati.

Contestualmente, -continua Stasi- bisogna puntare verso il massimo incremento della capacità di esportazione, che oggi garantisce in media il 25-30 per cento del giro d’affari del settore. Il protagonismo degli agricoltori e il rilancio dell’azione dei Gruppi d’interesse economico sono precondizioni per il progetto, ma esso necessita di competenze, assetti organizzativi, capacita di ‘rimettersi in gioco. La prima linea di azione è l’organizzazione delle filiere e la regolazione dei mercati, con lo sviluppo di organizzazioni di produttori e reti d’imprese dotate di forti progetti orientati ai mercati nazionali e sempre di più a quelli esteri. Contemporaneamente -conclude il presidente di Cia Matera- occorre il rilancio di organismi interprofessionali in grado di stipulare accordi e contratti quadro tra le diverse componenti della filiera, per una efficace programmazione, per creare valore aggiunto, redistribuirlo equamente, ridurre i costi logistici e di transazione, favorire la trasparenza e la fiducia nel consumatore”.


Tags: #prezzi #agricoltura #qualità

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