dal Territorio
Cia Liguria: nel 2020 serve progetto condiviso e più spazio a giovani
31 Dicembre 2019

Il punto sul 2019 del presidente regionale Aldo Alberto. Appello per il nuovo anno

 “Il 2019 è stato un anno di luci ed ombre. Il florovivaismo, insieme all'olivicoltura, hanno sofferto le follie del clima che ha provocato gravi danni ai produttori olivicoli e qualche problema alla floricoltura da reciso. Mentre le piante in vaso hanno pagato un mercato pessimo dovuto principalmente a una primavera decisamente invernale. Le altre produzioni sono andate complessivamente benino con l’eccellenza della nostra viticoltura che sta continuando ad acquisire interessanti quote di mercato”. A fare un bilancio del 2019 per l'agricoltura in Liguria, è il presidente regionale di Cia Aldo Alberto.

L'anno in chisura è stato anche quello delle allerte meteo, continua Alberto: “Purtroppo è un copione che si ripete e situazioni che prima erano eccezionali ora stanno diventando normali, portando danni all’agricoltura e alla stabilità del nostro territorio. E’ necessario mettere in atto interventi preventivi che aiutino gli agricoltori con aziende situate vicino a corsi d’acqua o in luoghi franosi in modo da alleviare gli eventi catastrofici”.

Ci sono state anche difficoltà nell’attuare il Psr, strumento principale per l’agricoltura. “Le norme vengono stabilite a fronte di obiettivi che nulla hanno a che vedere con le necessità delle aziende, -spiega il presidente di Cia Liguria- e il risultato è disastroso. Bisogna cambiare metodo e mettere al centro le esigenze in fatto di investimenti degli imprenditori non di fantasiose strategie. Nel 2020 faremo proposte precise per evitare che la prossima programmazione perseveri negli errori chiedendo alla Regione un percorso condiviso”.

C’è spazio anche per parlare di che anno è stato il 2019 per Cia Liguria. “Bisognerebbe chiedere agli associati cosa ne pensano del lavoro che abbiamo svolto, -commenta Aldo Alberto- complessivamente si nota molto scoraggiamento, molta disillusione visto gli anni complessi e difficili che non accennano a cambiare. Siamo stati, credo, sul pezzo costruendo iniziative a sostegno delle aziende a volte con successo a volte no, ma bisogna avere chiaro che siamo un’organizzazione di rappresentanza, le decisioni poi spettano alle istituzioni non a noi, putroppo. Personalmente ho trovato stimoli importanti nel 'Paese che vogliamo', un confronto sul territorio prezioso che sta facendo emergere le potenzialità e la voglia di fare di un pezzo di paese spesso dimenticato”.  

L’ultimo pensiero va al 2020. “Non posso pensare che sarà un anno facile, -dice ancora Alberto- il contesto internazionale è difficile e pieno di incognite, viviamo un momento storico pieno di insicurezze che spesso sfociano in reazioni populistiche che nella migliore delle ipotesi lasciano il tempo che trovano. Dobbiamo pretendere un progetto condiviso dell’agricoltura nazionale e ligure, dobbiamo dare certezze alle aziende se vogliamo dare un futuro al settore e soprattutto dobbiamo puntare sui giovani, dare aiuto e certezze alle nuove generazioni è un compito che noi senior non possiamo mancare”.


Tags: #agricoltura #clima #emergenza #giovani #Ilpaesechevogliamo #Psr #territorio

Mondo CIA

Copyright © 2017 Cia, All Rights Reserved. Cia-Agricoltori Italiani. Via Mariano Fortuny, 20 - 00196 Roma tel. 06 326871 cf: 80213630587 - Created by Web Agency Interact SpA 2017