Cia Liguria: nasce "Energetica Taggia" con le aziende agricole protagoniste
Presentata “Energetica Taggia, la nostra comunità energetica rinnovabile” con le aziende agricole protagoniste come consumatori e come produttori di energia pulita, attraverso l'installazione di pannelli sui tetti di magazzini e serre.
L'iniziativa è aperta a persone fisiche, piccole e medie imprese, associazioni, enti del terzo settore e amministrazioni locali situati nel perimetro geografico della medesima cabina primaria o zona di mercato di riferimento.
L'obiettivo principale della Comunità Energetica è fornire benefici ambientali, economici o sociali a livello di comunità ai propri membri e alle aree locali in cui opera.
Sarà promossa l'installazione e la condivisione di impianti a fonte rinnovabile con la conseguente riduzione dei costi energetici per gli associati e un contrasto attivo alla povertà energetica.
Energetica Taggia gestirà i rapporti con il GSE, l'accesso agli incentivi e la ripartizione dei benefici economici tra i soci.
L'iniziativa nasce dalla sinergia e dalla volontà promotrice di un gruppo eterogeneo di soci fondatori.
Tra questi figurano sia cittadini del territorio sia importanti realtà imprenditoriali locali come Zunino Cactus, azienda agricola leader nelle succulente che può contare già oggi sull’impianto fotovoltaico da 3.000 Kwp sito sulle proprie serre.
Cia Liguria e Cia Imperia hanno agito come promotori dell'iniziativa fornendo il supporto tecnico e organizzativo necessario per aggregare le aziende e i cittadini in questo modello di economia circolare.
Con il supporto di ESCo Agroenergetica, società di servizi energetici costituita da Cia nazionale e specializzata nel settore agricolo e agroindustriale, che si è occupata di tutta la parte burocratica e ha fornito il know-how che permette di controllare e suddividere i consumi.
La partecipazione alla comunità è aperta e volontaria. Lo statuto garantisce che l'adesione sia gratuita e che i membri mantengano intatti tutti i propri diritti di clienti finali, inclusa la libera scelta del proprio venditore di energia elettrica.
“I nostri uffici ricevono sempre più spesso richieste su come sfruttare le opportunità delle Comunità Energetiche -sottolinea Stefano Roggerone, presidente di Cia Liguria-. Questo modello avviato a Taggia è una prima importante risposta alle esigenze delle imprese agricole, grazie anche alla competenza che Cia Agricoltori può mettere in campo sia a livello locale che a livello nazionale grazie a società come ESCo Agroenergetica. In Liguria abbiamo poco spazio, gli investimenti sulle energie rinnovabili devono guardare sempre alla salvaguardia del territorio, l’utilizzo delle serre è sicuramente una soluzione che va in questa direzione”.
Una soluzione, quella di Energetica Taggia, che porterà ad una riduzione dei costi energetici.
“Lavoriamo perché questa Comunità Energetica sia la prima di una lunga serie sfruttando il nostro parco serre -commenta Mariangela Cattaneo, presidente di Cia Imperia-. In questo modo possiamo dare una seconda vita alle nostre strutture e contribuire all’indipendenza energetica del nostro territorio e del nostro paese, affrontando con maggior autonomia le diverse crisi energetiche che si ripropongono. Purtroppo, anche in questo caso si registra un appesantimento degli aspetti burocratici. Le nostre aziende, quando si confrontano con i nostri uffici, si lamentano che ormai si rischia di spendere di più per le perizie che per gli impianti. Se vogliamo puntare sulle energie rinnovabili sono necessarie regole chiare che facilitino gli investimenti”.
L’iniziativa a Taggia si inserisce perfettamente nella strategia nazionale portata avanti da Cia Agricoltori che ha recentemente presentato il progetto “Rinnovabile è Agricoltura”, basato su una strategia integrata che accompagna le aziende del settore attraverso iniziative imprenditoriali sostenibili capaci di combinare i vantaggi dell’agrivoltaico e delle Comunità Energetiche Rinnovabili, al coinvolgimento dei territori e del tessuto sociale, nei benefici generati.
Il progetto nazionale ha spiegato che con un investimento complessivo di circa 120 mila euro, un impianto agrivoltaico da 183 kWp può garantire all’agricoltore una nuova fonte di reddito pari a circa 2 mila euro al mese.
Ma non è tutto, il beneficio economico deriva dal risparmio dovuto all’autoconsumo dell’energia elettrica aziendale, intorno ai 6 mila euro l’anno; dalla vendita dell’energia prodotta, per 19 mila euro l’anno; e dalla condivisione di circa 100.000 kWh l’anno all’interno della Comunità energetica rinnovabile, per un valore di circa 5 mila euro annui.
Ai vantaggi per l’agricoltore si aggiungono quelli per i consumatori membri della CER, che possono contare complessivamente su altri 5 mila euro l’anno, pari in media a una mensilità di bolletta elettrica risparmiata, oltre alla possibilità di sostenere eventuali progetti sociali sui territori.