Cia Imola: Jacopo Giovannini è il nuovo presidente
Cambio al vertice di Cia-Agricoltori Italiani Imola: Jacopo Giovannini, titolare dell'azienda vitivinicola "Vini Giovannini" sulle colline imolesi, è stato eletto nuovo presidente dell’associazione. Giovannini raccoglie il testimone da Luana Tampieri, che continuerà a mettere la sua esperienza al servizio dell'associazione all'interno del comitato esecutivo.
Accanto al presidente è stata nominata una squadra coesa, necessaria per affrontare sfide sindacali sempre più articolate. Al suo fianco per i prossimi quattro anni, in qualità di vicepresidente c’è Alessandra Gentilini, frutticoltrice di Borgo Tossignano. Il consiglio direttivo è poi composto da Adriana Cenni, Bruno Bertuzzi (presidente di ANP), Enrico Alpi, Maurizio Zanchini, Mirca Bertuzzi, Giacomo Pradella e dalla stessa Luana Tampieri.
Nel suo discorso di insediamento, Giovannini ha delineato una visione politica e sindacale di ampio respiro:
"Voglio innanzitutto ringraziare Luana Tampieri per aver guidato con competenza e capacità di innovazione la nostra associazione: ne raccolgo l’eredità con profonda responsabilità e consapevolezza dell’impegno che questo ruolo comporta. Il mio sarà un mandato “di squadra” perché non è pensabile che una persona “sola al comando” possa affrontare la complessità sindacali e politiche di un settore sottoposto a sfide economiche e climatiche come quelle attuali. Sebbene, infatti, i nostri prodotti siano invidiati in tutto il mondo per la loro qualità — un valore confermato anche dal recente riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio UNESCO — chi li produce oggi soffre. Soffriamo perché non ci viene riconosciuto il giusto compenso economico e siamo spesso prigionieri di speculazioni di mercato che non valorizzano il nostro lavoro. L’agricoltura – continua Giovannini - deve tornare a essere il pilastro strategico per il rilancio dei territori: la nostra attività non è solo produzione di cibo, ma presidio del paesaggio, tutela della biodiversità e manutenzione delle aree rurali, sia in pianura che nelle zone più svantaggiate. In tale senso segnalo un momento molto delicato per i comuni di montagna del Circondario, alla luce del declassamento di tre comuni della Vallata (Borgo, Casale, Fontana). Questo comporterà meno risorse, meno servizi e meno possibilità di contrastare lo spopolamento e di conseguenza il dissesto idrogeologico. Le aree interne e montane possono trasformarsi, invece, in laboratori di innovazione, sfruttando le potenzialità della digitalizzazione, dell'agricoltura multifunzionale e dell'economia circolare. La sfida della Cia è chiara: non dobbiamo subire i cambiamenti della globalizzazione, ma governarli, puntando su modelli produttivi basati su tracciabilità, sostenibilità e filiere eque.
Per fare questo, la rappresentanza sindacale è chiamata a uno sforzo innovatore senza precedenti. Dobbiamo guardare al futuro, e il futuro è fatto dai giovani. Purtroppo, il rapporto tra le nuove generazioni e la terra si è indebolito a causa di costi dei terreni elevati, una burocrazia asfissiante e una scarsa valorizzazione sociale del nostro mestiere e noi dovremo impegnarci per invertire questa tendenza.
In conclusione il nuovo presidente di Cia Imola ha detto: “la sfida determinante del mio mandato sarà far convivere tradizione e innovazione, garantendo che la tecnologia sostenga l'agricoltore senza snaturare le nostre tipicità. Dobbiamo unire la dimensione economica a quella sociale di custodi dell'ambiente. Siamo parte di una partita complessa e faticosa, ma è un 'gioco' che ci appassiona e che vogliamo vincere, per il bene nostro e del territorio che siamo chiamati a governare".
All’Assemblea elettiva di Cia Imola sono intervenuti anche il presidente regionale di Cia, Stefano Francia, i presidenti provinciali dell’associazione e i rappresentanti istituzionali del Circondario imolese: il sindaco di Imola e presidente del Circondario, Marco Panieri e Francesca Marchetti, sindaco di Castel San Pietro Terme e vicepresidente del Circondario.