dal Territorio
Cia Grosseto: 2019 negativo. Nuovo anno preoccupante
22 Gennaio 2020

Clima, burocrazia e mercato, i punti critici

Un 2019 con troppi segni negativi quello che l’agricoltura di Grosseto si lascia alle spalle. A meno che non arrivino urgentemente alcuni correttivi, anche il 2020 sembra prospettarsi con ombre scure all’orizzonte. E' Cia Grosseto a diffondere il suo report sull'annata agraria dello scorso anno evidenziando, a voler fare una breve sintesi, produzioni ridotte, prezzi non remunerativi, mercati sempre più difficili, un numero crescente di aziende in sofferenza che non riescono a capitalizzare per essere al passo con le nuove tecnologie, l’aumento di terreni abbandonati e la lenta ma costante diminuzione di aziende attive.

Oggi, riporta l'analisi (in allegato), l’agricoltura deve necessariamente confrontarsi e adeguarsi a un mercato in costante evoluzione dove alcune dinamiche, se non sono proprio superate, stanno comunque cambiando velocemente. Per essere competitivo è fuori discussione che l’agricoltore si deve affidare anche alle nuove tecnologie, alla ricerca, deve investire e scegliere percorsi sempre più sostenibili e questo in virtù del fatto che le regole “domanda-offerta” non valgono più in assoluto perché a fronte di produzioni scarse spesso non si registrano prezzi adeguati a recuperare i costi. Gli imprenditori agricoli devono poi fare uno sforzo e fare squadra per avere la forza di contrastare lo strapotere della GdO; i non sempre efficienti controlli sulla merce che sbarca in Italia e la triangolazione dei prodotti e infine per arginare la concorrenza sleale. Fattori questi che a vario titolo mettono in crisi le produzioni locali e che devono essere affrontati in accordo con le Istituzioni e la politica

Non va poi sottovalutata, l’ondata animalista e ambientalista che sta giustamente attraversando il mondo e che però rischia di fare passare informazioni sbagliate e dannose, in particolare modo, sul settore dell’allevamento. A ciò vanno aggiunti i cambiamenti climatici e la marcata tendenza al surriscaldamento con sfasamenti stagionali e una maggiore frequenza di fenomeni estremi. Il 2019 è stato giudicato il quarto più caldo per il nostro paese e l’eccezionalità degli eventi atmosferici sono ora una costante con danni alle produzioni agricole, le strutture, la sicurezza del territorio.

Altro capitolo è quello della burocrazia, una tassa occulta, sempre meno amica del mondo agricolo causa, tra altre, della resa incondizionata di molti imprenditori. Controlli assillanti, adempimenti complicati, leggi farraginose spesso contradittorie, nuovi e vecchi vincoli e i non sempre facili rapporti con la pubblica Amministrazione, sottraggono tempo e impegno a chi lavora e si trasformano in costo ulteriore. Penalizzante, e la Maremma è un chiaro esempio, è la mancanza di infrastrutture adeguate a un mondo in continuo movimento come un sistema viario obsoleto e non in sicurezza, la mancanza di una capillare ed efficiente banda larga, la chiusura di servizi primari nelle aree rurali con il conseguente abbandono del territorio e il mancato cambio generazionale. Nel complesso per il 2019 si può parlare di una sostanziale stagnazione dell’agricola evidentemente anche influenzata dalle difficoltà dell’economia nazionale.


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