01 Febbraio 2024 | dal Territorio

Cia Due Mari: stagione irrigua a rischio nel Tarantino

#acqua #clima
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Manutenzione e pulizia dei canali insufficiente, basso livello idrico negli invasi e stagione irrigua potenzialmente a rischio. È il grido d’allarme lanciato dall’area Due Mari Taranto-Brindisi di Cia Puglia per ciò che concerne la porzione di territorio che ricade nella zona occidentale della provincia di Taranto, più precisamente da Ginosa a Palagianello.

"Siamo preoccupati e raccogliamo i dubbi e le perplessità dei nostri associati -ha ammesso il presidente dell’area Due Mari della Cia, Pietro De Padova-. La stagione irrigua è alle porte e le lungaggini burocratiche rallentano il processo di insediamento del nuovo consorzio di bonifica unico a cui noi continuiamo ad opporci per via di una gestione a nostro avviso estremamente complicata: la Puglia è infatti ricca di colture e terreni diversi. Di conseguenza, ci sono esigenze territoriali diverse che non si possono ignorare né tantomeno trascurare".

L'agricoltura, ha continuato il presidente di Cia Due Mari, "non può attendere i tempi della burocrazia italiana anche perché, in seguito all'attuale andamento stagionale, alcune colture hanno già esigenze irrigue. A nostro modestissimo avviso occorre avviare la stagione irrigua 2024 come lo scorso anno per evitare complicazioni e danni alle colture".

De Padova, inoltre, ha parlato dei noti problemi legati ai cambiamenti climatici a cui gli agricoltori pugliesi, compresi quelli del Tarantino, ormai devono far fronte: "Abbiamo vissuto un inverno avaro di precipitazioni piovose e periodi con temperature a doppia cifra. Il caldo sta per arrivare e questo aumenta le nostre preoccupazioni».

È toccato poi al direttore dell’area Due Mari di Cia, Vito Rubino, rincarare la dose a difesa di un comparto ormai martoriato: "Ogni anno -ha riferito- siamo costretti a commentare le stesse situazioni e a far fronte alle stesse problematiche. Attualmente, come spesso è accaduto in passato, il livello dell’acqua negli invasi non è sufficiente a soddisfare le esigenze dell’intero territorio. Inoltre, lamentiamo assenza totale di manutenzione e impianti sempre più vetusti ed abbandonati al loro destino".

In particolare, "urge ammodernare il canale 'Adduttore San Giuliano'. La maggior parte del percorso che l’acqua compie è a cielo aperto -ha ricordato Rubino- perciò sarebbero opportuno intubarlo e dotare gli impianti di sgrigliatori per ridurre drasticamente la formazione di mucillagine, fenomeno che la scorsa estate ha tormentato i nostri agricoltori a causa delle altissime temperature".

"Ci risulta che risorse pari a circa 8 milioni, derivanti da una delibera CIPE mai revocata, sarebbero ancora ferme presso il ministero. Quelle risorse erano destinate a realizzare un invaso in località Lama, nell’agro di Castellaneta Marina, ma a nostro avviso potrebbero essere trasferite per realizzare nuove infrastrutture, attualmente carenti o come detto vetuste, su gran parte del territorio occidentale della provincia di Taranto. Occorrerebbe redigere un progetto complessivo per ammodernare tutta la rete irrigua del consorzio 'Stornara e Tara -ha concluso il direttore di Cia Due Mari- e, oltre ai già citati fondi ministeriali, pensiamo a quelli del Pnrr. Il tempo ovviamente stringe perciò urge intervenire a tutela dell’intero comparto".


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