Cia Cuneo: FruitLAB 2026. Tecnologia al servizio degli agricoltori
Al centro dell'evento di Manta il futuro del settore tra nuove tecnologie, incentivi e formazione. Carenini e Ribotta: "L'agricoltore resti al centro del processo di innovazione"
Le nuove tecnologie possono offrire opportunità importanti all'agricoltura, rafforzando il reddito e la competitività delle imprese, riducendo i costi e l'impatto ambientale e sostenendo l'attività agricola anche nei territori più difficili. È quanto evidenziato da Cia-agricoltori italiani in occasione di FruitLAB 2026, l'evento dedicato all'innovazione in agricoltura che si è svolto il 18 e 19 settembre a Manta.
"L'innovazione è una risorsa importante, ma l'agricoltore deve rimanere al centro di questo processo: è la tecnologia che deve rispondere alle esigenze dell'agricoltura, non il contrario" -sottolinea Gabriele Carenini, presidente regionale di Cia-agricoltori italiani del Piemonte e della Valle d'Aosta-, a conclusione della manifestazione.
Una posizione condivisa da Cia-agricoltori italiani Cuneo, presente con Maurizio Ribotta, responsabile provinciale del Settore Tecnici in campo, secondo cui la trasformazione tecnologica rappresenta una prospettiva concreta per il futuro del comparto, ma richiede investimenti, formazione e un efficace trasferimento delle competenze.
"Anche l'agricoltura può beneficiare delle tecnologie che stanno trasformando gli altri settori. Siamo spesso considerati gli ultimi, ma l'innovazione può portarci molto avanti, contribuire ad avvicinare i giovani al settore e renderlo più attrattivo, favorendo nuove opportunità" -spiega Ribotta-.
La tecnologia, tuttavia, non deve diventare un fine in sé, ma uno strumento funzionale alle esigenze delle aziende.
"Non deve trasformarsi in un gioco o in un esercizio di stile, ma essere finalizzata all'innovazione agronomica, aiutando il produttore a risparmiare e a lavorare meglio. Oggi questo passaggio è ancora complicato, anche perché molte soluzioni hanno costi elevati. Servono incentivi specifici, nell'ambito della futura Pac, dei nuovi Psr e dei prossimi piani di sviluppo, per sostenere gli investimenti aziendali, insieme a un'adeguata formazione. Occorrono percorsi rivolti agli agricoltori, ma anche a tecnici e ingegneri agricoli con competenze specifiche, capaci di trasferirle concretamente al mondo produttivo"-evidenzia Ribotta-.
Per Cia Cuneo, la formazione deve svilupparsi sia in ambito accademico sia direttamente sul campo.
"Servono ingegneri applicati all'agricoltura e, in questo senso, è significativo il corso di laurea attivato dal Politecnico a Mondovì. Ma occorre investire anche nella formazione pratica degli agricoltori, affinché le tecnologie siano comprese e utilizzate in funzione delle reali necessità aziendali" -aggiunge il responsabile provinciale-.
Un approccio che deve riguardare anche l'interpretazione dei dati della nuova rete agrometeorologica del Piemonte, oltre all'utilizzo di droni, robot e altre soluzioni presentate durante FruitLAB.
"Far volare i droni in agricoltura non è un gioco. Non dobbiamo ripetere gli errori del passato, quando si tendeva a sovradimensionare il parco macchine aziendale, puntando ad avere il trattore più grande del vicino senza sempre considerare le reali necessità. Oggi non dobbiamo riempirci di tecnologie che poi non riusciamo a utilizzare al meglio. Dobbiamo capire dove servono, come impiegarle e quali sono i loro limiti" -conclude Ribotta-.
Promosso da Regione Piemonte, Fondazione Agrion, Arproma, Edagricole e Gemma Venture, FruitLAB 2026 ha riunito a Manta oltre 500 partecipanti tra ricercatori, imprese, startup, istituzioni ed esperti italiani e internazionali.
La prima giornata si è aperta con un'Agorà a porte chiuse, che ha coinvolto 50 esperti per approfondire le principali sfide della frutticoltura e dell'agricoltura italiana: mercato e filiera, cambiamenti climatici e difesa delle colture, tecnologia, innovazione e lavoro.
Dal confronto è emersa la necessità di accelerare il trasferimento della ricerca alle imprese, mettendo in rete competenze scientifiche, università, aziende tecnologiche, startup e mondo agricolo. In questa direzione si inseriscono l'Accordo quadro tra Crea e Fondazione Agrion, il percorso verso una collaborazione tra Ismea e la Fondazione e il confronto avviato con quattro realtà europee attive nella ricerca e nell'innovazione.
Nella seconda giornata, oltre 40 aziende sponsor e dieci startup hanno presentato prodotti, servizi e soluzioni per il settore agricolo. Le dimostrazioni di umanoidi, robot quadrupedi e altre tecnologie hanno portato direttamente in campo il confronto tra sviluppo tecnologico e necessità concrete delle imprese.