dal Territorio
Cia Basilicata: due Giardini lucani candidati a Paesaggi Rurali Storici
10 Luglio 2020

La candidatura dei “Giardini di Grassano” (Matera) e dei “Giardini di Sant’Arcangelo” (Potenza) nel registro nazionale dei Paesaggi Rurali Storici del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, su proposta dell’Università della Basilicata con il sostegno del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata è "una grande opportunità”. Lo afferma Paolo Colonna (Oprol-Organizzazione Produttori Olivicoli associata a Cia-Agricoltori Italiani Basilicata) esprimendo “un ringraziamento alle Amministrazioni Comunali e soprattutto all'Università di Basilicata che ha curato candidatura e progetto, valorizzando il grande patrimonio di biodiversità e storico delle due aree".

La Prof.ssa Francesca Fasanelli ha presentato il lavoro svolto e l’iter che prevede due fasi, di cui si occupano i ricercatori dell’Ateneo lucano: la preselezione -ovvero l’attuale fase della candidatura, quella più delicata, perché seleziona le aree idonee rispetto a requisiti di ammissibilità approvati nella Conferenza Stato-Regioni- cui seguirà la consegna del dossier definitivo.

I due “giardini” sono la testimonianza del paesaggio rurale storico, e “frutto” delle pratiche rurali tradizionali e secolari. I “Giardini di Grassano” hanno un'estensione di 250 ettari con particelle di medie dimensioni di circa settemila metri quadrati, di proprietà privata, e coltivati da secoli. Si hanno, infatti, notizie della loro presenza già nel XVIII secolo. I “Giardini di Sant'Arcangelo” si estendono invece su un'area di 500 ettari, e sono composti da particelle di proprietà private di circa duemila metri quadrati: alcune descrizioni di quest’area emergono già nella Statistica murattiana dell'Ottocento. Ancora oggi sono si portano avanti coltivazioni tradizionali quali il “percoco con il pizzillo” o “la cocozzalonga”.

Le fasi della candidatura sono gestite dal Ministero per le Politiche agricole attraverso l'Osservatorio nazionale del Paesaggio Rurale. Il Ministero definisce la significatività, l’integrità e la vulnerabilità delle aree, tenendo conto delle valutazioni scientifiche e dei valori attribuiti dalle comunità locali. Rientrare nel Registro, tra l’altro, significa anche accedere a incentivi e a specifiche iniziative nazionali di valorizzazione.

“Poter far parte di questo registro -ha spiegato Francesca Fasanino, ideatrice del progetto- consente quindi un riconoscimento all’agricoltura eroica, fatta di una tradizione millenaria di contadini, che hanno tramandato di padre in figlio pratiche e saperi che oggi costituiscono l’identità di questi paesaggi. Si tratta di un riconoscimento che rinforza il sostegno all’agricoltura locale, conservando le tradizioni, in quelle zone che conservano evidenti testimonianze della loro origine e della loro storia, mantenendo un ruolo nella società e nell’economia”.

Responsabili scientifici della candidatura sono i docenti Unibas Vitale Nuzzo, Giuseppe Montanaro e Chiara Rizzi, con il contributo del Nature-cityLab, coordinato dalla docente Unibas Ina Macaione. A supporto della candidatura l’Organizzazione Produttori Olivicoli Lucani è stta presente alla riunione con i soci Paolo Colonna e Rudy Marranchelli.


Tags: #cultura #areeinterne #biodiversità

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