Cia Alessandria-Asti: il prezzo del petrolio scende, ma non i costi in campo
Nelle ultime ore le notizie, seppur positive, del prezzo del petrolio in discesa non tranquillizzano il settore agricolo, stretto nella morsa dei rincari del carburante nella fase più intensa della stagione agraria.
“Il credito di imposta conquistato per il mese di marzo è un provvedimento fine a sé stesso se non avrà seguito, e il 20% col gasolio a 1,50 euro non può bastare -commenta la presidente di Cia Alessandria-Asti, Daniela Ferrando-. È necessario estendere questo strumento anche al mese di aprile e adottare misure straordinarie per sostenere il settore primario, come la sospensione dei contributi Inps e il loro recupero in 24 mesi anziché 12, perché l’effetto di questa crisi è concreto e sarà impattante nel medio periodo”.
Cia Alessandria-Asti propone anche la sospensione dei mutui per il 2026 per fronteggiare la crisi in Medio Oriente, che ha conseguenze negative dirette anche sull’economia del territorio.
È una fase d’instabilità pericolosa che richiede misure e risorse straordinarie anche da parte dell’Europa. Dichiara il direttore di Cia Alessandria-Asti, Paolo Viarenghi: “I prezzi alla pompa restano proibitivi: il gasolio agricolo è quotato oggi a 1,50 euro più Iva e i macchinari necessitano di centinaia di litri al giorno per svolgere le operazioni agricole. L’Ue sta valutando il ritorno a un maggiore uso dello smart working per razionalizzare i costi delle aziende, ma il settore agricolo non può fermarsi: nessuno può fare a meno del cibo. In questo momento non abbiamo nemmeno notizie per l’abbassamento dei concimi che sono composti fondamentali per la produzione, i loro costi sono alle stelle e gli agricoltori non sono messi nelle condizioni di produrre”.
Nel frattempo, la discussione non si arresta nemmeno per Mercosur e Fondo unico, altri temi di sbarramento per l’equilibrio produttivo degli agricoltori italiani.